26 ott. - SANITA', «Medici sottopagati e senza prospettive»
Medici sottopagati (mille euro mensili alla mano) e senza alcuna sicurezza per mantenere il posto di lavoro o per l’accesso a eventuali concorsi (l’attività professionale prestata non fa titolo) tengono in piedi la sanità degli ex policlinici universi (ora aziende miste) garantendo l’assistenza, la ricerca e il servizio ambulatoriale, anche con livelli di responsabilità. Nella battaglia al precariato che la Regione (Finanziaria 2007) s’è impegnata a portare avanti, loro, i 108 medici di Cagliari (79) e Sassari (27) con contratto atipico da paradosso non ci sono. Alcuni di loro lavorano in condizione di mortificazione dei comuni diritti dei lavoratori da dieci anni. Il problema è esposto in una mozione urgente del centrodestra (che dovrebbe arrivare, a termine di regolamento,in Aula entro dieci giorni) illustrata questa mattina in conferenza stampa. Il nodo che lega questi professionisti agli umori della politica è stato tratteggiato dal capogruppo dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu: “I medici – spiega - hanno un contratto di liberi professionisti, un controsenso considerato che sono assorbiti a tempo pieno, e oltre, dall’attività. Ora i contratti vanno a scadenza il 31 dicembre (qualcuno il 30 novembre) e non c’è da parte dell’assessore alcuna iniziativa che faccia pensare alla loro stabilizzazione. Sembra che sarà indetta una selezione per un contratto a tempo determinato di un anno, che riguarderebbe poco più della metà dei medici. Gli altri, dopo anni di onorato (e qualificato) servizio verranno, stando così le cose, mandati a spasso. Sono l’ultima ruota della sanità sarda”. (red) (admaioramedia.it) |
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