19 apr. - VILLAPUTZU, Pescatori in rivolta contro esercitazioni militari

Spesso nelle reti, con i pesci, restano intrappolati anche missili e relitti di aereo bersagli. I pescatori di Porto Corallo, uniti in tre cooperative, non ne possono più. Soprattutto ora che le esercitazioni militari sul Salto di Quirra si ripetono ormai senza soste. Anche di notte. «Anche oggi-dice sconsolato Sandro Porcu, presidente della Cooperativa pescatori Villaputzu-la pesca è stata vietata a nord, direzione Quirra. Ci siamo potuti muovere solo a sud, direzione Capo Ferrato. Attualmente subiamo gli stessi disagi dei pescatori di Teulada e di Sant’Anna Arresi. Ma non riceviamo di certo gli stessi indennizzi. Sappiamo benissimo che con la chiusura di La Maddalena, di Capo Frasca e di altre basi del sud, Capo San Lorenzo e Perdasdefogu, diventeranno poligoni di eccellenza. Impossibile sperare nella loro chiusura. Vogliamo solo che sia valutato e riconosciuto anche il danno subito dal fermo barca, quantificandolo per tipologia. Vogliamo che gli aventi diritto siano individuati tra i pescatori nativi e locali che pescano da sempre a Porto Corallo, avvalendosi della collaborazione del Comune di Villaputzu». Al sottosegretario Casula è stato chiesto un incontro con i pescatori. Una situazione insomma che sta suscitato non poca preoccupazione col fatturato della pesca ormai ridotto ai minimi termini. Ieri il sindaco di Villaputzu, Gianfranco Piu, ha scritto al Ministero della Difesa, al presidente Soru, al presidente del Consiglio regionale Spissu e al Comandante militare della Sardegna denunciando la drammaticità del momento in un’area povera come quella del Sarrabus. «I nostri pescatori-hanno buone ragioni. Chiedono gli stessi indennizzi assicurati alle marinerie di Teulada di Sant’Anna Arresi. Nulla di più. Attendiamo un incontro chiarificatore». (ls) (admaioramedia.it)