16 mar. - REGIONE, Nasce il Fondo unico per i Comuni

Federalismo interno e sussidiarietà: si affida a questi principi il Fondo unico per i Comuni, una novità gradita dai sindaci, “che suscita molte speranze”. Cinquecento milioni di euro disponibili, da spendere secondo le esigenze e sui quali fare affidamento anche per gli anni venturi, con la previsione che lo stanziamento cresca (dal 2008 sarà agganciato alla dinamica dell’interventi dello Stato verso la Regione), ma non diminuisca. “Sotto i 500 milioni non si torna più”, dice l’assessore degli Enti locali, Gianvalerio Sanna, in audizione alla Prima commissione. Una certezza che consentirà di avviare la programmazione pluriennale, che la contrattazione annuale non permetteva. Ma, soprattutto, il Comune acquista autonomia: dal compitino che era chiamato a svolgere in base ai vecchi criteri dei finanziamenti finalizzati, alla scelta delle cose da fare. I criteri di riparto (il 40 per cento in parti uguali e il 60 per cento su base demografica) tendono a rispettare un’esigenza perequativa tra grandi (che hanno altri benefici legati alla territorialità dei servizi; basti pensare alla sanità) e piccoli, il cui problema, spesso, è far funzionare la macchina amministrativa. Cadono, dunque, i vincoli di destinazione e l’ente locale calibra gli interventi sul reale fabbisogno. Si semplifica la spesa (non più estenuanti rendiconti) e si risparmia nel personale, che potrà essere utilizzato in altre mansioni. (red) (admaioramedia.it)