10 mar. - MURAVERA, In pericolo il PUL redatto dal Comune
Tre anni fa il Comune di Muravera aveva pensato di risolvere il problema. Era riuscito prima di tutti fra i Comuni costieri, a predisporre il Pul, il Piano di utilizzo del territorio per l'insediamento nelle spiagge di ombrelloni, sdraie, chioschi, aree di approdo per le imbarcazioni. Un piano concordato con tutte le parti: amministrazione comunale, sindacato, operatori turistici, Il Servizio per la tutela del paesaggio, la Capitaneria di porto. Il tutto con la benedizione finale della Regione che lo aveva approvato. Tutto fatto? Neppure per idea. A mettere tutto in discussione sono arrivate le norme sul Piano paesaggistico regionale. Morale, il Comune di Muravera il Pul lo ha conservato nel cassetto. Non sa se è ancora valido o se deve rifarlo. Anche alla luce dei nuovi indirizzi inviati dalla Regione ai Comuni nel gennaio scorso. L'assessore comunale al turismo Marco Fanni, si dice preoccupato per una situazione di stallo che ha dell'incredibile. «Chiediamo certezze sull'utilizzo della spiaggia. Vogliamo sapere se le nuove direttive sono rivolte unicamente ai Comuni che ancora il Pul lo devono redare. O anche a noi che il Piano di utilizzo del litorale lo abbiamo approvato tre anni fa con l'ok finale della stessa Regione. Il rischio è che si torni indietro, seminando ulteriore incertezza sulle concessioni e quindi sulle attività imprenditoriali. Il 20 aprile nelle nostre coste aprono i primi insediamenti turistici. Gli operatori, ma anche i turisti vogliono certezze. Siamo a marzo e non siamo in grado di darne. C'è insomma tanta confusione. Non per colpa del Comune che lo ripeto, il suo Pul lo ha approvato tre anni fa». Ma cosa prevede il Pul di Muravera? «ll nostro-dice il sindaco Salvatore Piu- è un Pul che garantisce la certezza della programmazione. Un Pul che fa salve le esigenze degli alberghi ma che garantisce pure la libera fruizione dell’arenile anche a chi non vuole utilizzare la spiaggia attrezzata. Libertà e garanzie assolute per tutti». Albergatori ma anche il Comune contesta in particolare l’esiguità della superficie che potrebbe essere messa a disposizione per le concessioni. Non più di 400 metri quadrati. «Un assurdo-risponde Salvatore Piu. Su 400 metri ci stanno 60 ombrelloni: noi abbiamo alberghi con oltre mille posti». (ls) (admaioramedia.it) |
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