30 gen. - REGIONE, Diventa un caso la destituzione di Biancareddu
Scoppia il “caso” Biancareddu. All’ordine del giorno dei lavori del Consiglio la sentenza della Corte istituzionale che “boccia” il Consiglio regionale (che aveva sollevato il conflitto di attribuzioni in seguito alla sentenza della Cassazione) e dichiara decaduto il consigliere dell’Udc. Una questione “delicata e difficile” che ha avuto anche una vicenda tormentata in giunta delle elezioni, l’organismo consiliare che valuta e decide sullo “status” dei consiglieri; una prima votazione, sull’applicabilità della sentenza, finita 4 a 4 il 23 gennaio e un secondo parere, il giorno appresso, col quale la maggioranza (in assenza della minoranza, che aveva abbandonato i lavori) decide per dar corso alla sentenza. Ora la minoranza insiste: la sentenza è palesemente ingiusta (si applicherebbero i criteri di una norma abrogata). A dar confronto a questa linea di pensiero, il parere dell’Ufficio legale del Consiglio, che, in particolare, ritiene che il consigliere (che ha conservato, dopo l’elezione, l’incarico di presidente del Consorzio industriale di Tempio, organo finanziato dalla Regione) possa optare per uno dei due incarichi (condizione non prevista dalla sentenza). (red) (admaioramedia.it)
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