16 gen. - SARRABUS-GERREI, Piano per recupero centri storico
Sino a mezzo secolo fa c'erano le piccole botteghe dei generi alimentari, delle stoffe, del vino e della gassosa. C'era in barbiere e anche il calzolaio. Sempre all'ombra del campanile. I centri storici della Sardegna erano fatti così. Poi, i selciati in pietra e granito sono stati coperti dal bitume e i grandi centri commerciali hanno spazzato via il resto. Tante vecchie abitazioni sono state abbandonate. I ladiri ha iniziato a cadere a pezzi e tantissime famiglie hanno preferito far casa altrove. Magari in periferia. Abbandonando il cuore dei paesi e dilatando le fasce rubane. Un grosso errore al quale ora si tenta di trovare rimedio. Proprio nel tentativo di salvare il vecchio, straordinario tessuto urbano ma anche di ripopolare le vecchie abitazioni. Alcuni anni fa la Regione ha messo in gioco una pioggia di euro. Così i Comuni stanno rifacendo le strade; i privati recuperando le case costruite in fango prima del 1950. Sta succedendo a Muravera. Come a Villasalto, Ballao, San Nicolò Gerrei, Serdiana, Donori.
«Un recupero - dice il sindaco di Muravera, Salvatore Piu - assolutamente necessario, alla ricerca della storia e della memoria. Ma c'è anche la necessità di recuperare le case abbandonate, di ripopolare le stradine e le piazzette, di riaprire almeno qualche piccolo negozio. Magari piccole attività di nicchia. Anche per fare turismo. Abbiamo scelto di rifare le strade in granito e in "filide", una pietra che bene si adatta a questo intervento. Ma proprio nel centro storico, abbiamo recuperato pure l'antica casa delle cere. Dove un tempo si fabbricavano le steariche. Abbiamo realizzato il museo, ristrutturando ugualmente un vecchio fabbricato». Proprio a Muravera ci sono ancora da spendere 150 mila euro. Verrà rifatto un tratto di strade: il prolungamento della via Speranza, nella via Verdi e su un nuovo tratto della via Portico. Tutti lavori da realizzare entro l’anno. (ls) (admaioramedia.it)
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