23 nov. - REGIONE, “Meglio senza piano sanitario”
Meglio senza piano sanitario. I 21 anni di blackout (il vecchio piano è datato 1985) sono, per la sanità sarda, un pericolo minore rispetto ai contenuti della “edizione Dirindin”, che dopo lunghe pause e impasse (dissidi in maggioranza) ha subito ora un’improvvisa accelerazione. “Il risultato – dice l’opposizione in conferenza stampa – è uno solo: non si riesce a discutere, ad approfondire questioni di portata fondamentale per la domanda di salute dei sardi”. “Una prova? Arrivano in Commissione emendamenti ad ogni piè sospinto da parte della maggioranza, alcuni sostitutivi di interi articoli, è passano senza alcuna riflessione – ha detto Pierpaolo Vargiu (Riformatori) - e senza alcun confronto col mondo sanitario. Scelte importanti si prendono in fretta e furia “sul far dell’alba, con consiglieri che se la dormono beatamente”.
“Trattandosi di argomenti che attengono alla salute dei sardi – ha spiegato Vargiu – sarebbe necessario ragionare meglio. Si decide del futuro ospedaliero di Cagliari in modo pesante (chiusura degli ospedali Santissima Trinità e Marino, trasformazione del Binaghi in centro vista e centro donna, chiusura dell’Irca di Via dei Grilli, futuro denso di nuvole per il San Giovanni di Dio) mettendo in dubbio una rete ospedaliera adeguata. Lo sia o no, è argomento da discutere con l’intera città se non con tutta la Regione, considerati i livelli d’attrazione della sanità cagliaritana”. (mg) (admaioramedia.it)
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