15 nov. - REGIONE, Servitù militari, “Unire le forze”
“Si vende la pelle dell’orso prima di averlo catturato”. Spiace dover ricorrere ad una similitudine che fa drizzare i capelli non solo agli animalisti, ma a tutti gli uomini di buon senso, ma è quella che più si addice alla “voglia matta” di mettere mano ai beni che lo Stato intende dimettere”. Lo ha detto Mario Floris, consigliere regionale e leader dell’Uds.
“Anziché accapigliarsi tra loro, il Presidente della Regione e i Sindaci della Sardegna – ha spiegato l’ex presidente della Regione - farebbero, meglio ad unire le forze per vincere finalmente una battaglia con lo Stato, quella appunto delle servitù militari, che va avanti da decenni senza approdare, purtroppo, a risultati definitivi”.
“Le dichiarazioni trionfalistiche non trovano, purtroppo, riscontro negli atti concreti – ha continuato Floris - Se alcuni beni giungeranno, rappresenterebbero la conclusione di un impegno di tutte le amministrazioni regionali e di tutte le forze politiche che si sono succedute negli ultimi trent’anni alla guida della Regione, come dimostrano altri beni precedentemente dismessi, sono in via di definizione anche le saline di Stato.
Comunque, i beni dismessi non vanno venduti o trattenuti, ma devono ritornare alle comunità alle quali erano state sottratte, a meno che la Regione non intenda utilizzarli per fini istituzionali. Diversamente daremo ragione a quella parte dello Stato che avrebbe voluto venderli senza restituirceli”. (red) (admaioramedia.it)
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