20 set. - REGIONE, “Il Banco di Sardegna potrebbe chiudere nei piccoli comuni”
«Il Banco di Sardegna, pare intenda chiudere almeno 60 filiali dei piccoli paesi della Sardegna, in particolare quelle che qualche anno fa erano denominati Cassa comunale di Credito Agrario». Lo denuncia il consigliere regionale, Carlo Sanjust, che ha raccolto la segnalazione lanciata da alcuni sindaci della Sardegna. «Proprio con le licenze di “Cassa Comunale di Credito Agrario” - afferma il consigliere regionale - l’istituto di credito potrebbe aprire nella penisola tante filiali quante quelle chiuse in Sardegna, ed ecco perché ad Ortacesus l’istituto pare abbia già abbassato le serrande e il prossimo comune in lista dovrebbe essere quello di Serri, per poi continuare fino a chiudere non meno di 60 sportelli». «Infatti– prosegue Sanjust – a Serri, da qualche tempo è cominciata la smobilitazione, la dismissione di certi servizi e la riduzione ad appena due giorni la settimana per l’apertura della filiale. Stante questo ridimensionamento – precisa Sanjust – i correntisti che hanno potuto farlo, avrebbero già trasferito il proprio conto nell’agenzia di Isili. E questo fatto avrebbe dato l’occasione per la chiusura definitiva, proprio a causa della riduzione del numero dei correntisti». «Ma il fatto più eclatante – sostiene ancora Sanjust – è che il Banco di Sardegna gestisce la Tesoreria della Regione , per cui sembra opportuno lanciare un appello al Presidente Soru affinché verifichi anche lui quanto starebbe accadendo nelle filiali del Banco di Sardegna e, nelle more della convenzione in atto, si attivi per impedire la chiusura degli sportelli bancari nei piccoli comuni che, in ogni caso, proprio perché aperti in virtù di licenze rilasciate dalla Banca d’Italia, non potrebbero essere sostituiti con altri sportelli di altre banche». (mg) (admaioramedia.it) |
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