5 set. - CAGLIARI, Rischio chiusura per la Syndial
Gli impianti industriali per la produzione cloro-soda della Syndial di Macchiareddu – gli unici in Italia ad utilizzare una tecnologia di eccellenza a basso impatto ambientale – rischiano la chiusura a seguito della procedura di infrazione avviata dall’UE, che ha ravvisato un “aiuto di Stato” nella tariffa agevolata per la “fornitura di energia elettrica alle imprese sarde ad alta intensità energetica”. L'allarme è stato lanciato dal presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia. “Occorre – ha detto Milia – un immediato intervento ed una collegiale mobilitazione per scongiurare la sospensione di una produzione che riesce ad essere competitiva nel mercato grazie alle tariffe energetiche agevolate introdotte nel 2005. Vorrei infatti ricordare – ha aggiunto Milia – che il prezzo dell'energia elettrica in Sardegna è superiore alla media europea e che siffatti prezzi sono la conseguenza della forte componente del petrolio nel processo di generazione dell'energia elettrica e della mancanza di interconnessioni alle reti energetiche tra la Sardegna e la penisola. Inoltre, i generatori di energia elettrica in Sardegna non possono utilizzare il metano a ciclo combinato per produrre energia a basso costo in quanto l'isola non è collegata ad alcun gasdotto”. Per definire le strategie comuni da adottare per la difesa della realtà produttiva della Syndial di Assemini, il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, ha quindi indetto per domani, 6 settembre (Palazzo Regio di Cagliari, ore 12), un’assemblea straordinaria a cui sono stati invitati a prendere parte i sindaci di Cagliari, Assemini, Uta, Capoterra, Sarroch, Villa S.Pietro e Pula, parlamentari sardi e consiglieri regionali, il Casic e le segreterie territoriali e regionali della CGIL, CISL e UIL. (red) (admaioramedia.it)
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