20 lug. - CAGLIARI, 27 milioni per rilanciare la miniera di Silius
Sono arrivati assieme minatori, familiari sindaci e amministratori comunali del Gerrei. Con loro i sindacati per conoscere viva voce dal presidente Renato Soru i programmi della Regione per il futuro della miniera di fluorite di Silius, il più grande polo di fluorite d'Europa. La risposta è stata quella attesa: la miniera non sarà chiusa. Il piano industriale per il suo rilancio sarà realizzato. Ci sono anche i soldi: 27 milioni di euro per ristrutturare i pozzi di estrazione e per acquistare nuovi macchinari. Tutti interventi necessari per rendere competitiva l'estrazione di un minerale, appunto la fuorite, che ha nuovamente un suo mercato. Soprattutto grazie alla decisione della Cina di non esportare più la sua fluorite.
La miniera di Silius insomma ha un futuro. Ma c'è di più. Rispondendo alle sollecitazioni del presidente della Comunità montana Pino Cogodi e dei sindaci della zona, è stato garantito l'impegno della Regione anche per rilancio sociale, economico ed occupazione del Gerrei senza che il futuro del territorio resti legato unicamente all'attività estrattiva. Si punterà a nuove industrie, alla forestazione, al turismo interno, al rilancio di agricoltura e pastorizia. Tutte buone idee insomma: gli amministratori locali, i sindacati e le popolazioni attendono ora i fatti concreti. Il Gerrei è in ginocchio. Una situazione drammatica fatta di disoccupazione e di emigrazione.
Le garanzie sul futuro della miniera hanno comunque dato coraggio. I fatti sono noti. La Nuova minerararia Silius che ha finora gestito il cantiere di fluorite, sarà messa in liquidazione. La Regione espleterà un bando per nuove concessioni minerarie con l'affidamento dell'estrazione al nuovo futuro ente. Che avrà il compito di portare avanti il piano industriale di rilancio dell'intero comparto estrattivo. Il tutto come chiesto dai sindacati e dai sindaci deve essere fatto in tempi stretti. All'incontro con Soru e con l'assessore all'industria Concetta Rau, c'erano i vertici sindacali della regione, i sindacati territoriali e la Rsu. E c'erano come detto, soprattutto gli amministratori comunali. All'ingresso del Palazzo regionale di viale Trento, i minatori e le loro famiglie arrivati da tutto il Gerrei. (ls) (admaioramedia.it)
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