19 lug. - REGIONE, Sanità, “Una legge per gli amici degli amici”

«Una legge che non interpreta i bisogni di sanità dei sardi e che apre a convenzioni o contratti con personale esterno alla Regione ed alle Asl, senza alcuna disciplina in merito alle chiamate in servizio». Lo ha detto Mariano Contu (FI) durante il dibattito in corso in aula sul riordino del servizio sanitario regionale. «Chi sono questi esperti che la legge definisce genericamente “persona qualificata, esperti di alta professionalità, in possesso del diploma di laurea”, senza specificare quale, che con contratto di tipo privatistico possono essere cooptati per ricoprire ruoli di estrema delicatezza e professionalità nel mondo sanitario? Non lo sappiamo» dice Contu che critica fortemente la genericità e la scarsa conoscenza del mondo sanitario regionale. «Assessore – ha detto Contu – dovrà forse sistemare qualche amico anche nel settore della psichiatria?» riferendosi alle «recenti convenzioni fatte dal direttore della Asl 8 di Cagliari, che ha chiamato una pensionata ad organizzare il dipartimento di salute mentale, ancora da istituire».
«Questa legge deve definire l’integrazione tra i servizi sanitari e quelli socio-assistenziali, ma purtroppo – spiega Contu – non vengono definite le modalità se non per l’istituzione della figura del direttore dei servizi socio-sanitari, per il quale non è specificata alcuna professionalità».
«Il fatto nuovo che poteva essere importante – spiega Contu – rispetto alla riorganizzazione delle Aziende sanitarie era quello dell’istituzione del budget nei distretti sanitari come avviene già da anni in tutte le aziende sanitarie delle regioni a statuto ordinario. Purtroppo però la confusione è tale che la gestione complessiva del budget stesso viene messa in capo al direttore del dipartimento, senza che la legge specifichi bene a quale dipartimento venga attribuito».
«Insomma – conclude Contu – questa è, dopo quella approvata in commissione sul riordino degli enti agricoli, una legge che crea confusione e genera sprechi e incertezze, ma lascia spazio discrezionale per la nomina nei posti di prestigio, senza concorso, per gli amici degli amici». (red) (admaioramedia.it)