23 giu. - REGIONE, “Tassa sul lusso discriminatoria”

«Ritengo che la cosiddetta tassa sul lusso, varata dal Consiglio Regionale della Sardegna, sia discriminatoria per la chiara disparità di trattamento dei cittadini ed è altrettanto palese che, la stessa legge, leda il principio di uguaglianza nonché il principio di “libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni”, così come dettato dall’art. 120 della Costituzione. Pertanto, ho interessato il Governo del problema presentando un' interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati, cercando di sollevare un dubbio sul piano della costituzionalità della legge regionale appena approvata e chiedendo ai Ministri competenti se non ritenessero opportuno porre la questione al vaglio della Corte Costituzionale». Così, il Deputato di AN Bruno Murgia, commenta le problematiche sorte in seguito all’applicazione della nuova legge regionale sarda, la n° 4 dell’11 maggio 2006 recante “Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo”.
«Credo, inoltre, - prosegue il parlamentare sardo - che la tassa sul lusso limiti l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio sardo e, soprattutto, è un chiaro e pericoloso disincentivo al turismo regionale e, di conseguenza, per quello nazionale. Dando seguito all’applicazione della suddetta legge, si rischia, così come già sta avvenendo, di perdere 30 anni di lavoro che hanno portato la Sardegna ad essere una delle mete turistiche più richieste al mondo. I diportisti sono spaventati da questo esoso sistema di imposte e sono sicuro che, piuttosto che pagare cifre assurde per trascorrere le vacanze sulle coste sarde, preferiranno scegliere mete quali la Grecia o la Croazia che risultano altrettanto vicine ma decisamente più economiche». (red) (admaioramedia.it)