5 giu. - REGIONE, Statuto, “Emigrati garanzia di parità in Consulta”

“La realtà dell’emigrazione manifesta nei confronti delle donne una sensibilità decisamente maggiore rispetto a quella espressa dal Consiglio regionale della Sardegna. La scelta di garantire una rappresentanza paritaria nella Consulta che dovrà riscrivere lo Statuto d’Autonomia è un esempio da imitare per le Università, il Crel e il Consiglio delle Autonomie Locali chiamati a dare il loro contributo”. Lo sostiene la consigliera regionale dello Sdi-Rnp Maria Grazia Caligaris esprimendo soddisfazione per la decisione della Consulta dell’Emigrazione che, riunita a Milano, ha stabilito di eleggere un uomo e una donna rappresentanti degli emigrati in seno all’organismo cui spetta il compito di delineare la nuova Carta costituzionale del popolo sardo. “A sessant’anni dal voto alle donne e dopo il contributo determinante della componente femminile alla evoluzione civile, sociale, economica e culturale della società apparirebbe non corrispondente alla realtà attuale e inconcepibile – ha aggiunto Caligaris - una Consulta statutaria non paritaria. Spero quindi che anche grazie alla scelta del mondo dell’emigrazione, i partiti politici e i gruppi dell’Assemblea sarda, ai quali spetta l’elezione dei componenti la Consulta statutaria, si orientino allo stesso modo”. “La Sardegna ha bisogno e chiede uno strumento in cui le professionalità femminili devono avere lo spazio che si sono conquistate con lo studio, l’impegno e la determinazione alla pari dei colleghi uomini”. “Una Consulta paritaria sarebbe una conquista non delle donne, ma della società sarda che, anziché affermarne teoricamente il principio, riconosce nei fatti significato e valore alla differenza di genere”. “Per conseguire questo importante risultato – ha concluso l’esponente della Rosa nel Pugno – invierò una lettera-appello ai Rettori e ai Presidenti del Crel e del Consiglio dell’Autonomie Locali certa che il buon senso predomini perché una società che non può fare a meno, culturalmente e produttivamente, dell’apporto fondamentale delle donne non può essere disciplinata normativamente prescindendo dal loro apporto paritario. Ciò a maggior ragione quando si sta costruendo uno strumento per tutti”. (red) (admaioramedia.it)