24 mag. - CAGLIARI, Polemiche per esercitazione “Spring flag”
L’esercitazione militare denominata “spring flag” che interessa l’area della base aerea di Decimomannu, il poligono di capo Frasca e coinvolge anche i poligoni di capo Teulada e Quirra, è stata al centro di un’interrogazione presentata durante l’ultima seduta del consiglio, dal gruppo consiliare DS. I Democratici di sinistra chiedono al presidente della Provincia Graziano Milia di farsi portavoce delle preoccupazioni delle popolazioni presso gli organi competenti: il presidente della Regione, il comitato misto paritetico di controllo, il presidente del consiglio dei ministri e il ministro della Difesa. “L’esercitazione in questione – ha detto Francesco Trudu (presidente commissione Ambiente) – ripropone il problema delle servitù militari. La Sardegna continua infatti a essere la Regione italiana con la percentuale più alta di servitù militari”. Sono oltre 35 mila gli ettari sottratti alla loro destinazione naturale per un’eccessiva presenza militare nell’isola: oltre 800 ettari nell’area di Decimomannu-Villasor e San Sperate, quasi 13.000 nell’area del salto di Quirra e di Perdasdefogu, 7.200 nel poligono di Teulada e 1400 nel poligono di Capo Frasca. “Senza contare – ha aggiunto Trudu – la base di S. Stefano e La Maddalena, con una vasta zona a mare interessata, calcolata nella misura di 20 mila Km quadrati: quanto la superficie della Sardegna”. Oltre ai disagi e alle ripercussioni economiche, Trudu si è soffermato sulle preoccupazioni legate alle esercitazioni militari sia per i materiali e le armi che vengono usate, sia per i rischi di contaminazione per la popolazione.
“Al governo uscente – ha aggiunto Trudu – la nostra Regione aveva chiesto, inutilmente, l’apertura di un tavolo di trattative per la rivisitazione delle servitù militari nell’isola. Emergenza che il nuovo governo dovrà subito affrontare”. (red) (admaioramedia.it)
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