19 gen. - REGIONE, “Giustizia per ex azionisti Popolare Sassari”

“Le ultime vicende legate al sistema bancario nazionale e alle responsabilità della Banca d’Italia ripropongono con forza, a distanza di anni, la necessità di fare chiarezza sulla operazione che ha coinvolto gli ex soci della Banca Popolare di Sassari. Sono stati infatti vittime, alla luce di quanto sta emergendo, di un’autentica truffa secondo un piano ben congegnato”. Lo sostiene la consigliere regionale dello Sdi-Rnp Maria Grazia Caligaris che, dopo un’interrogazione all’assessore Francesco Pigliaru, ha chiesto alla commissione Bilancio dell’Assemblea lo svolgimento di un’indagine sul credito nell’isola. “Gli azionisti dell’ex Popolare, in gran parte oggi soci della Banca di Sassari per effetto di un’OPA inadeguata a riparare il grave danno subito, vennero convinti – sottolinea la consigliere socialista – a sottoscrivere massicciamente le azioni soprattutto alla vigilia del commissariamento deciso da Bankitalia e della successiva fusione mediante incorporazione nel Banco di Sardegna. Un’operazione truffaldina identica a quella compiuta ai danni dei sottoscrittori delle obbligazioni Cirio e Parmalat e dei bond argentini. Su questa operazione è calato un strano silenzio. E’ arrivata l’ora della verità perché si non possono lasciare senza risposte le migliaia di risparmiatori sardi che hanno avuto fiducia in una banca locale e ancora oggi subiscono immotivate pressioni perché accettino l’OPA di 4 euro per azioni pagate fino a 27 mila lire del 1993”. “Le inchieste della Magistratura – ha detto ancora Caligaris – stanno facendo emergere intrecci poco edificanti e sempre più oscuri rispetto al libero mercato e alla salvaguardia degli interessi dei cittadini. Nel caso della fusione per incorporazione della Popolare di Sassari Bankitalia ignorò perfino il parere negativo dell’Antitrust. In questo contesto alla Regione spetta un atto di coraggio per acquisire definitivamente le competenze primarie in materia di credito, rendere giustizia ai risparmiatori ridando loro fiducia coinvolgendoli nella ricostituzione di patrimonio bancario realmente sardo”. “Solo in questo modo – ha concluso l’esponente della Rosa nel Pugno – il ruolo della Fondazione Banco di Sardegna, delle Popolari e della Sfirs avrebbe effetti veramente utili per il sistema creditizio isolano”. (red) (admaioramedia.it)