17 gen. - CAGLIARI, Vitrociset, no alla cassa integrazione

Un ordine del giorno che dice no alla messa in cassa integrazione dei 120 lavoratori dello stabilimento Vitrociset di Capo San Lorenzo e chiede di aprire un tavolo di concertazione, con tutti gli enti interessati, per la programmazione dei futuri interventi nel territorio del Sarrabus, è stato approvato all’unanimità dal consiglio provinciale.
E l’assessore allo Sviluppo economico Piero Comandini, domani, sarà presente alla manifestazione che prenderà il via davanti ai cancelli della Vitrociset per manifestare la volontà della Provincia di difendere questa importante realtà che dà lavoro al territorio.
«Il consiglio provinciale – si legge nel documento elaborato dalla commissione Programmazione presieduta da Sandro Cancedda - impegna il presidente e la giunta affinché seguano con particolare attenzione la vicenda dei lavoratori della Vitrociset e attivino con urgenza uno o più incontri con la direzione dell’azienda, la presidenza della giunta regionale, i vertici militari del Poligono interforze salto di Quirra e i sindaci del territorio per adottare iniziative efficaci che scongiurino preoccupanti tensioni sociali». L’ordine del giorno impegna la giunta anche «ad adoperarsi per attuare adeguate politiche di sviluppo e reperire risorse per investimenti nel territorio, assicurare ricadute economiche e sviluppare l’occupazione valorizzando le attività aziendali già esistenti che, in assenza di nuovi programmi di sviluppo, sono l’unica garanzia per il territorio del Sarrabus» e chiede di aprire un tavolo di concertazione con tutti gli enti interessati per la programmazione di futuri interventi, perché il poligono possa essere assunto quale polo di sviluppo, di ricerca tecnologica, di sperimentazione di materiali e costruzioni di sistemi elettronici avanzati nel settore militare e civile.
Secondo i vertici militari il mancato rinnovo del contratto di manutenzione degli impianti del poligono e la momentanea sospensione delle attività militari derivano dalla manovra finanziaria 2006 e dalla riduzione dello stanziamento dei fondi per il Ministero della Difesa.
«Il poligono di Quirra – ha ricordato Comandini– non è annoverato tra le servitù militari, è un’attività industriale che rappresenta un settore vitale, da difendere attraverso una vasta mobilitazione che veda in campo istituzioni, territorio e sindacati».
Gianfranco Piu (Fortza Paris), che è anche sindaco di Villaputzu, ha detto che lo stabilimento non rientra nel poligono militare; «i nostri territori – ha aggiunto - hanno programmato il loro sviluppo in base alla presenza del poligono». Patrizio Buccelli (UDC) ha chiesto alla giunta, che ha subito manifestato il proprio accordo, di istituire un tavolo di concertazione permanente sulle politiche del lavoro. (red) (admaioramedia.it)