6 nov. - RIFIUTI, Sarà emergenza fino a metà del 2006

A meno di un mese dalla scadenza normativa del 31 Dicembre 2005, che segna il limite ultimo a partire dal quale potranno essere ammessi in discarica solo rifiuti trattati, il consiglio provinciale si occupa dell’emergenza rifiuti per fare il punto della situazione.
L’assessore alla Tutela dell’ambiente Rosaria Congiu ha anticipato che il nuovo piano provinciale dei rifiuti, nuovo anche per la mutata configurazione geografica della Provincia, verrà studiato e messo in pratica in modo condiviso e contestualizzato alle realtà locali.
«L’emergenza rifiuti – ha detto la Congiu - proseguirà per tutto il primo semestre 2006. La mancanza degli impianti di trattamento e l’insufficiente potenzialità di quelli esistenti, oltre che la legge, obbligano i Comuni all’attivazione immediata della raccolta differenziata secco umida ad alta efficienza, in modo che il sistema a valle possa ricevere solo frazioni di rifiuto trattato a monte». L’Ecoserdiana non ha più spazio e i 2 forni del Tecnocasic si fermano spesso per motivi di manutenzione. In attesa del nuovo impianto di selezione-stabilizzazione finanziato al CASIC, per il sovrappiù del Tecnocasic, sarà utilizzato l’impianto di trattamento di Villacidro.
Una situazione di emergenza che deriva dalla mancanza della discarica di servizio del CASIC che, entro Luglio 2006, dovrebbe contare su una nuova linea di selezione con stabilizzazione della raccolta organica del rifiuto indifferenziato e su una linea di compostaggio di qualità per l’organico separato a monte con raccolta differenziata.
Come hanno spiegato dirigenti e tecnici dell’assessorato all’Ambiente, su 71 Comuni della Provincia, 40 realizzano la raccolta differenziata e 10 (circa il 18%) sono riusciti a effettuarla in modo completo. Il dato è relativo a un’intervista che ha coinvolto 51 Comuni. Vetro e alluminio sono i materiali più comunemente raccolti in maniera differenziata.
Il livello medio di raccolta differenziata in Italia è ben al di sotto di limiti di legge e in Sardegna la situazione ancora più grave. (red) (admaioramedia.it)