21 nov. – REGIONE, “Autorizzare anche in Sardegna la pillola RU486

Due iniziative “per difendere lo Stato di diritto ed i diritti degli individui”, le hanno definite i promotori, consiglieri regionali socialisti (Sdi-Su) Maria Grazia Caligaris e Mondino Ibba: una mozione con la richiesta di autorizzare anche in Sardegna la “pillola RU486 per interrompere volontariamente una gravidanza e un proposta di legge che propone la realizzazione di una rete di centri e di case protette nelle quali accogliere le vittime della violenza. Alla mozione ha aderito anche il consigliere sardista Giuseppe Atzeri.
“I due provvedimenti – hanno detto gli esponenti socialisti - rientrano nelle battaglie per il rispetto delle leggi e la difesa dei diritti individuali che ha sempre contraddistinto la lunga azione politica dei Socialisti, e dei Radicali (presenti all’incontro, ndr). L’utilizzo immediato della pillola RU 486, infatti, non è altro che l’applicazione della legge 194, che all’articolo 15 autorizza il ricorso a tecniche “migliori, più moderne, meno invasive” di quelle autorizzate ed utilizzate quando la legge sulla interruzione della gravidanza è stata approvata, nel lontano 1978. Una tecnica largamente utilizzata all’estero e la cui validità è stata riconosciuta anche dall’Organizzazione mondiale della sanità”.
“Il direttore della clinica ostetrica e ginecologica dell’Università di Sassari – hanno spiegato Caligaris e Ibba - ha assicurato la sua disponibilità ad acquistare all’estero il farmaco necessario, serve però l’autorizzazione da parte della Regione. Il presidente Soru e la Giunta devono ora prendere le opportune decisioni e concedere le necessarie autorizzazioni alle strutture sanitarie regionali che intendono seguire questa strada.”
Anche la realizzazione di una rete di centri di assistenza, di case protette gestite da Province e Comuni - hanno concluso Maria Grazia Caligaris e Mondino Ibba -. attraverso convenzioni con le associazioni di volontariato, per assistere e difendere le donne ed i minori vittime di maltrattamenti, ma a queste strutture potranno ricorrere anche gli uomini che si trovino in analoghe situazione, è una iniziativa in difesa dei diritti individuali, specialmente dei soggetti più deboli. Una scelta di civiltà per dare pratica attuazione alle leggi dello Stato che difendono la persona, che ne tutelano i diritti soggettivi, la sacralità della vita, l’incolumità personale. In uno Stato di diritto questi sono principi irrinunciabili”. (fm)
(admaioramedia.it)