3 nov. - REGIONE, Porti sardi non adatti a smaltimento rifiuti
“Le strutture portuali della Sardegna, salvo alcuni casi, sono sprovviste di impianti adeguati al conferimento e allo smaltimento dei rifiuti, prodotti dalle navi, e dei residui del carico. Il 31 dicembre prossimo, dopo la proroga di due anni, scadrà il termine ultimo per l’elaborazione dell’apposito piano”. Lo afferma la consigliera Maria Grazia Caligaris (SDI) in un’interrogazione all’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Tonino Dessì. La normativa comunitaria e nazionale prevede – precisa la consigliera socialista – che l’Autorità Portuale elabori un piano e la Regione lo valuti, lo approvi, integrandolo per la gestione con quello regionale dei rifiuti e controllandone l’attuazione. In caso di inadempienza l’amministrazione regionale nomina, entro sessanta giorni dalla scadenza, un commissario ad acta. Il piano dovrà essere aggiornato almeno ogni tre anni e, comunque, in presenza di significativi cambiamenti operativi nella gestione del porto.
Caligaris, nel chiedere se le Autorità portuali e marittime abbiamo provveduto agli adempimenti di loro competenza, sollecita, in assenza di improbabili ulteriori proroghe, interventi tempestivi, anche sostitutivi, dell’Assessorato “per realizzare un tassello importante del piano regionale di gestione dei rifiuti”. La realizzazione del piano – sottolinea la consigliera socialista – provocherebbe benefiche ricadute sull’ecosistema marino che circonda l’isola evitando scarichi illeciti nei mari prospicienti l’isola e vantaggi all’economia della regione per i minori costi sostenuti dagli operatori del trasporto marittimo non più costretti a smaltire i rifiuti nei porti attrezzati della penisola. (mg) (admaioramedia.it)
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