31 ott. - SANITA', Trichinella, parte la lotta alla malattia

Dopo un caso di trichinella, una malattia parassitaria trasmissibile dagli animali all’uomo per via alimentare, registrato lo scorso aprile ad Orgosolo un decreto dell’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin rende ora obbligatorio l’esame trichinoscopico su tutti i cinghiali cacciati in Sardegna.
La trichinellosi si contrae mangiando carni (crude o poco cotte) di cinghiale, ma anche di altre specie, come maiale e cavallo. In queste carni, non visibili ad occhio nudo, possono essere contenute le larve di un parassita che può causare dolori muscolari ed altri disturbi e che (fortunatamente in casi rari) può anche essere mortale.
Il decreto impone che ciascun cinghiale abbattuto venga sottoposto ad esame effettuato sui campioni di muscoli diaframmatici, prelevati dagli stessi cacciatori, posti in recipiente idoneo e opportunamente analizzati.
Il ritiro del campione avverrà a cura del Servizi Veterinari delle Asl. Il risultato dell’esame, che sarà eseguito dall’Istituto Zooprofilattico, sarà comunicato ai cacciatori attraverso il Servizio Veterinario entro pochi giorni. Il consumo delle carni potrà avvenire solo dopo il risultato favorevole dell’esame. Anche se una cottura completa (fino a 71 gradi) ed un congelamento a -15 gradi per non meno di 4 settimane consentono di rendere innocuo il parassita, solo l’esame trichinoscopico dà garanzia di sicurezza. Le carni che dovessero risultare positive per trichinella saranno poste sotto sequestro e distrutte dal Servizio Veterinario delle Asl.
L’assessorato regionale alla Sanità ha inoltre programmato una serie di indagini sierologiche sulla popolazione della zona in cui si è manifestata per la prima volta la malattia, prevedendo anche ricerche del parassita sulle volpi e l’intensificando della vigilanza e dei controlli sui maiali allevati allo stato brado. (nm)
(admaioramedia.it)