19 ott. – AGRICOLTURA, Troppi i ritardi della Giunta

«L’immobilismo della Giunta regionale rischia di fare precipitare ulteriormente la già drammatica situazione del comparto agropastorale della Sardegna. Oltre a non avere ancora predisposto un piano organico di rilancio del settore, il Presidente Soru sembra incapace di affrontare le situazioni contingenti che richiedono, viceversa, la presenza di un interlocutore regionale forte e incisivo. Come, ad esempio, la questione del prezzo del latte ovicaprino che si sta trascinando ormai da mesi».
E’ quanto affermano i consiglieri regionali di centrodestra che hanno presentato una mozione - primo firmatario Fedele Sanciu (Forza Italia) e sottoscritta dai capigruppo e da tutti i consiglieri di minoranza - sulla difficile situazione di crisi dell’agricoltura e sui ritardi della Regione nell’affrontare emergenze e scadenze, come, appunto, la trattativa per la determinazione del prezzo del latte che è ancora a un punto morto.
«Il settore ovicaprino – spiegano i consiglieri – con le sue 17mila e cinquecento aziende e tre milioni di capi di bestiame rappresenta il cuore dell’agricoltura sarda. Nonostante questo la Regione, a tutt’oggi, non è stata in grado di intervenire a tutela degli operatori e per ottenere una giusta remunerazione del prodotto.
«Le trattative in corso da mesi tra allevatori e industriali caseari per la determinazione del prezzo – si legge nella mozione sottoscritta – sono state fino ad oggi infruttuose. Il grave ritardo accumulato sinora potrebbe compromettere l’efficacia della trattativa stessa. Il rischio, infatti, è che se si giunge al periodo della massima produzione senza avere conseguito alcuna intesa, gli allevatori saranno costretti a vendere il prodotto sottocosto pur di non avere eccedenze. La situazione, considerati le dimensioni del settore e il suo radicamento nel territorio, rischia di trasformarsi in un dramma per migliaia di famiglie.
«E’ necessario, quindi – proseguono – che la Regione intervenga tempestivamente per accelerare i tempi evitando, nello stesso tempo, di fare inutili promesse come quelle dell’anno scorso. Nel 2004, infatti, la Giunta si era impegnata a integrare con 14 centesimi a litro il prezzo che, in fase di trattativa, era stato fissato a 51 centesimi. Quella promessa si è rivelata vana. A fronte di costi di produzione medi di circa 65 centesimi, i produttori si sono dovuti accontentare di 51 centesimi.
Nella mozione viene affrontata la questione della crisi generalizzata in agricoltura e dei ritardi della Giunta regionale nel predisporre un piano efficace di rilancio del comparto.(l.c.)
(admaioramedia.it)