4 ott. - ORISTANO, Commissione Diritti civili visita carcere
La seconda commissione consiliare “Diritti civili” ha visitato ieri il carcere di Oristano.
“I lavori del nuovo carcere dovrebbero iniziare entro i primi mesi del 2006". Lo ha assicurato il sindaco Antonio Barberio alla commissione, la cui delegazione era formata, oltre che dal presidente Pisu, da: Carlo Sanjust (F.I.), Vincenzo Floris (DS), Mario Diana (A.N.), Gerolamo Licandro (F.I.), Stefano Pinna (Progetto Sardegna), Antonio Biancu (La Margherita) , Franco Ignazio Cuccu (UDC) e Oscar Cherchi (UDS).
La prima tappa dell’organismo consiliare è stata la casa circondariale di Oristano.
“La struttura, costruita 120 anni fa, ormai è inadeguata ad ospitare i detenuti nonostante gli interventi di ristrutturazione fatti negli anni 90 alla rete fognaria e all’impianto di riscaldamento” affermano i Commissari.
Sono previsti interventi urgenti, ma che non sono ancora stati finanziati, per l’eliminazione delle finestre “a bocca di lupo” e le docce, che ancora, sono comuni.
Nessun disagio per il riscaldamento, mentre d’estate la situazione "è intollerabile e nelle celle si superano i quaranta gradi".
Rispondendo alle domande dei commissari, il direttore della struttura carceraria Pier Luigi Farci ha ricordato che la capienza “tollerabile” del carcere è di 116 detenuti, quella normale è di 87, attualmente ce ne sono 130, a volte si è arrivati a 140. Le donne sono 7 (tutte senza bambini, perché non esiste il nido e le “mamme detenute” vengono trasferite a Sassari).
La vera emergenza è quella sanitaria. In carcere c’è la guardia medica per 11 ore al giorno e per le urgenze l’ospedale è vicinissimo. I problemi esistono per i malati di AIDS (nella struttura ce ne sono 2) che devono essere curati a Cagliari , per i 27 malati di epatite (l’anno scorso ne sono stati curati solo 2 a causa della lentezza con cui si fanno le analisi), per i malati psichiatrici e per i tossicodipendenti che non possono essere seguiti tutti nelle 12 ore al mese in cui lo psichiatra è in carcere. La situazione è aggravata dal fatto che spesso arrivano dalle altre carceri italiane detenuti che hanno bisogno di cure: l’anno scorso al carcere di Oristano sono stati assegnati altri 7 detenuti “autolesionisti”. (nm)
(admaioramedia.it)
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