20 set. - DROGA, Novità per le Comunità di recupero
“Le comunità sarde per il recupero dei tossicodipendenti faranno presto un salto di qualità”. Lo scrive in una nota l’Assessorato alla Sanità. Una delibera di Giunta determinerà i requisiti minimi per l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle comunità La delibera recepisce l’atto d’intesa Stato-Regioni firmato nel 1999 e adottato da appena cinque regioni (Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Veneto).
“Si tratta di un provvedimento molto importante”, spiega l’assessore Dirindin, “atteso da anni dai responsabili delle comunità terapeutiche sarde. Finalmente chi lavora in questo settore vedrà riconosciuta la sua professionalità”.
Tra le novità, le comunità sarde potranno accogliere e curare pazienti con doppia diagnosi (cioè con un disagio psichico legato a quello più specifico della dipendenza), così come nasceranno strutture in grado di accogliere donne tossicodipendenti insieme ai loro figli.
Verrà istituito un gruppo di lavoro che dovrà preparare un Programma Regionale di Contrasto delle Dipendenze Patologiche.
In Sardegna la rete dei servizi di contrasto delle tossicodipendenze è costituita da 14 Sert, di cui almeno uno operativo in ciascuna Azienda Usl, 17 Comunità terapeutiche (con un’offerta di residenzialità di 464 posti), di cui 12 strutture terapeutico-riabilitative, 3 strutture pedagogico-riabilitative, una struttura residenziale per persone dipendenti da alcol e una struttura di pronta accoglienza.
Nel 2004 i pazienti in trattamento nei Sert sono stati circa 5000. Nelle comunità sono state accolte 732 persone, mentre 298 sardi hanno scelto una comunità fuori dall’isola. Nel 2004 la Regione ha riconosciuto alle comunità 3 milioni 148 mila euro, mentre per i sardi curati fuori dall’isola la spesa è stata di poco più di due milioni di euro. (nm)
(admaioramedia.it)
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