14 set. – REGIONE, Maggioranza qualificata per il Presidente

Una maggioranza qualificata, almeno i due terzi dei consiglieri, per eleggere un presidente di garanzia e super partes il più possibile svincolato da eventuali condizionamenti da parte della maggioranza.
La vicenda “Spissu-Maninchedda” si ripercuote sul dibattito attorno al testo di modifica del regolamento del Consiglio regionale, che approderà in aula venerdì prossimo.
Nonostante l’approvazione all’unanimità da parte della Giunta per il Regolamento, due emendamenti presentati dai consiglieri del centrodestra riaprono i termini del confronto e prefigurano nuovi scenari sull’eventuale necessità di procedere a una rielezione del presidente nel corso di questa legislatura.
E’ stata la cronaca di queste settimane, con l’intervento di Giacomo Spissu nella vicenda della destituzione del presidente della commissione autonomia, Paolo Maninchedda, da molti considerata una forzatura, a spingere l’opposizione a chiedere un’integrazione al testo che era stato ampiamente condiviso da tutte le forze politiche.
L’integrazione riguarda l’elezione del presidente del consiglio e, in particolare, l’innalzamento della soglia dei voti necessari alla sua elezione. Non più la maggioranza assoluta, ma i due terzi dei consiglieri.
“In questo modo - hanno spiegato questa mattina i capigruppo della minoranza nel corso di una conferenza stampa –, il presidente sarebbe espressione di una ampia maggioranza, non più identificata con la sola coalizione che sostiene il presidente della regione. Sarebbe in sostanza un presidente di garanzia e super partes”.
La richiesta delle opposizioni, però, solleva anche la questione dell’eventuale rielezione del presidente nel corso di questa legislatura. Dal primo gennaio dovrebbero infatti entrare in vigore le modifiche al regolamento e, a quel punto, se cambiano le modalità di elezione del presidente, “pur non essendoci vincoli giuridici – è stato detto – potrebbero subentrare questioni di sensibilità politica”. In un altro emendamento viene chiesta la garanzia di consentire ai gruppi di opposizione di proporre un quinto degli argomenti all'ordine del giorno dell'aula. (lc)
(admaioramedia.it)