13 set. - RIFORMA, "Riduce le nostre autonomie speciali"
I presidenti dei Consigli delle Regioni a Statuto speciale sono “preoccupati” per le modifiche alla seconda parte della Carta Costituzionale.
“La riforma federalista riduce le nostre autonomie speciali” dicono dopo la riunione alla quale hanno partecipato i presidenti delle assemblee legislative delle regioni a Statuto speciale e delle province autonome, che si è tenuta ieri, ad Ayas, in Valle d’Aosta, per esaminare alcuni particolari aspetti del “ruolo delle autonomie speciali, alla luce del progetto di riforma costituzionale”.
“La conferenza Stato-Regioni - ha commentato al termine della riunione il presidente Giacomo Spissu - è il luogo più adatto per un serio e sereno confronto su questi temi. Le regioni e le province ad autonomia speciale, in quella sede, devono portare avanti le loro giuste rivendicazioni, per ottenere il rispetto delle specialità Costituzionali”.
Spissu ha anche proposto un incontro con i parlamentari eletti nelle regioni “speciali”, per chiedere ed ottenere il loro “prezioso” sostegno e, successivamente, “ma in tempi brevi”, un incontro con i ministri La Loggia e Calderoli.
I presidenti dei Consigli e delle assemblee provinciali, al termine dell’incontro, hanno anche approvato un ordine del giorno con il quale ribadiscono la netta contrarietà all’approvazione del disegno di legge costituzionale di riforma della parte seconda della Costituzione: “nessun ordinamento che pretende di qualificarsi federale può essere realizzato senza il concorso ed il consenso, con pari dignità, di tutti i soggetti che lo costituiscono”. Tutti i parlamentari delle regioni a Statuto speciale sono invitati “a rappresentare, nelle opportune sedi istituzionali, le posizioni espresse dai presidenti dei Consigli delle Regioni speciali e delle Province autonome nel presente ordine del giorno”.(nm)
(admaioramedia.it)
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