22 lugl. - EDITORIA, AES: "Basta collaborazione con la Regione"

Gli editori sardi aderenti all’AES, l’Associazione di categoria che comprende 30 editori e rappresenta oltre il 90% del fatturato dell’intero comparto dopo le delibere approvate dalla Giunta regionale il 12 e 13 luglio hanno deciso di congelare ogni collaborazione con la Regione in attesa di un chiarimento sulle prospettive future. Invito esteso a tutti gli editori, anche non soci, che hanno usufruito della Legge regionale 22 del 1998 (editoria e informazione).
Da luglio 2004 ad oggi l’AES ha continuato a collaborare con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione.
In cambio, sottolineano gli Editori, c’è stato “il blocco della delibera relativa al 2004 sulla legge 22”. “La delibera è stata approvata solo il giorno 13 luglio 2005 dopo sette mesi dal blocco, con grave ritardo quindi, rimaneggiata, con una minore spesa e con esclusioni non sufficientemente motivate”.
Secondo gli editori sardi, i tagli sui fondi dell’annualità 2004 sono stati del 42%, “ben al di là del sacrificio richiesto a tutti per il risanamento del bilancio regionale”, mentre sull’annualità 2005 i tagli arrivano al 60%: “Non vogliamo essere corresponsabili – scrivono - di scelte politiche che porteranno inevitabilmente ad un’involuzione dell’editoria regionale”
L’AES chiede, da anni ormai, la revisione della Legge 22 sull’editoria e l’informazione e l’adozione di nuovi criteri applicativi: ”Una legge moderna, voluta dagli editori e dagli intellettuali più avvertiti per superare la vecchia legislazione (ex legge 35 del 1952), si è trasformata in meno di 5 anni in uno strumento obsoleto e inadeguato a dare risposte ad un settore dinamico e vivace”
“Gli stanziamenti – conclude l’Aes - sono assolutamente insufficienti e, se confermati, decretano l’impossibilità di applicare la 22. Gli editori chiedono un adeguato incremento dei fondi nell’ambito dell’assestamento di bilancio. In caso contrario si rifiutano di utilizzare la legge e chiedono al Consiglio Regionale di approvare una norma, nell’ambito della legge finanziaria, che consenta di assegnare alle scuole della Sardegna i fondi residui per l’acquisto di libri sardi”. (nm)
(admaioramedia.it)