21 lug. - REGIONE, "Comunita montane risorsa per l'Isola"

“Le Comunità montane non possono e non devono essere viste semplicemente come enti che hanno vissuto spendendo inutilmente soldi e finanziamenti”. Lo afferma il consigliere regionale di Rifondazione comunista Paolo Pisu.
“Nel momento in cui si procede al loro riordino si deve sicuramente fare un’analisi delle cose che non vanno e che possono essere migliorate, ma occorre anche tener conto di quanto la loro attività e presenza ha permesso venisse realizzato nei territori sardi”.
Secondo Pisu nell’isola ci sono “zone marginali”, con grosse difficoltà di coordinamento, e di zone in cui queste difficoltà sono meno sentite; allo stesso modo non è possibile ragionare di comunità montane utilizzando gli stessi parametri per zone con prevalenza di territorio a mare e zone il cui territorio è costituito dalle aree interne della Sardegna e dai piccoli paesi.
“La questione delle comunità montane – prosegue Pisu - deve essere inquadrata in un contesto più ampio pensando che le zone interne sono quelle che già evidenziano segni costanti di debolezza, che verranno maggiormente accentuati dagli assurdi provvedimenti del Governo centrale e dai suoi tagli”
“Una riforma delle comunità montane – conclude l’esponente comunista - dovrà svolgersi tenendo conto di questa situazione geografica e politica, evitando di lasciare vuoti nelle istituzioni che possano aggravare la condizione di disagio, di mancanza di opportunità di lavoro e di crescita culturale delle nostre zone interne. No a una catena che porta ad uno sviluppo distorto”.(nm)
(admaioramedia.it)