14 lug. - CACCIA, Predisposto calendario venatorio

I criteri seguiti dall’assessore regionale dell’Ambiente, Tonino Dessi, nel predisporre il calendario venatorio per questa stagione di caccia la corrente “sono stati condivisi dalla Quinta commissione permanente del Consiglio regionale presieduta da Alberto Sanna”. Lo scrive, in una nota, lo stesso Assessorato.
La commissione Agricoltura ed Ambiente, infatti, nel pomeriggio di ieri ha sentito in audizione il responsabile delle politiche ambientali della Regione.
L’assessorato, infatti, prima di emanare il calendario venatorio concertato con il Comitato faunistico regionale (che lo ha approvato con un solo voto contrario nella votazione finale), ha sentito i pareri delle università isolane, degli istituti per lo studio della fauna selvatica, le associazioni venatorie, i rappresentanti degli organismi professionali, esperti e studiosi di diversa estrazione e preparazione. L’assessorato, tuttavia, ha cercato di mediare le diverse posizioni e, nel rispetto assoluto delle leggi comunitarie e nazionali, ha predisposto un calendario che “rispecchia, quasi fedelmente, quello tradizionale”. Si è tornati alle mezze giornate alla nobile, che sono passate da quattro a cinque; si sono confermati i limiti per i carnieri, si è deciso un silenzio venatorio ridotto ( due settimane invece delle quattro richieste), si sono confermati date e numero dei capi abbattibili per la caccia grossa e la migratoria. Per il mese di febbraio, ha aggiunto l’assessore Dessi, “nulla da fare”, dopo l’ennesima sentenza della Corte Costituzionale che ha richiamato la Regione all’osservanza delle norme nazionali e comunitarie in materia di tutela e salvaguardia dell’ambiente.
Deroghe ed “allungamento della stagione venatoria”, quindi, sono assolutamente impensabili, sino a quando non sarà modificata la legge 157.
La sorveglianza sarà più “attenta”, ha risposto Dessi al presidente Alberto Sanna, la lotta al bracconaggio sarà intensificata. Nuove proposte per la legge venatoria, l’istituzione degli ambiti venatori, il potenziamento del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il ripopolamento di molte zone, la valorizzazione del notevole patrimonio dell’azienda foreste demaniali, tutti gli altri “temi caldi” sui quali sarà necessario aprire un confronto.(nm)
(admaioramedia.it)