12 lug. - REGIONI, "Soddisfare le esigenze locali"
Le ragioni della “specialità” dello Statuto di autonomia della Regione Sardegna, anche alla luce delle recenti modifiche costituzionali, sono state illustrate dal presidente dell’Assemblea sarda, Giacomo Spissu, nel corso dell’Assemblea delle elette e degli eletti nei Consigli regionali e nelle Province autonome, che si è tenuta ieri a Roma, nell’Aula della Camera dei Deputati.
Alla presenza del capo dello Stato, dei presidenti del Senato e della Camera, di molti ministri, i rappresentanti dei Consigli regionali e molti autorevoli studiosi hanno esaminato i principi di “sviluppo e coesione” delle istituzioni regionali. Nel corso del dibattito sono stati, inoltre, approfonditi i temi dell’evoluzione del sistema in senso federale o più incisivamente regionalistico.
Nel suo intervento, Giacomo Spissu ha voluto ricordare la “necessità” di uno Statuto speciale per la Sardegna, e per alcune altre regioni italiane, per l’esigenza di superare antiche arretratezze economiche e situazioni di mancato sviluppo.
“Riteniamo, tuttavia, che non siano venute meno le ragioni fondanti - ha detto anche Giacomo Spissu - e ci sentiamo oggi in grado di affrontare l’impegno dei nuovi Statuti, di creare un nuovo nostro diritto costituzionale”.
“Il Parlamento nazionale ha proposto, nelle ultime legislature, forti riforme che hanno dato nuovo impulso alle autonomie locali. Ma il problema delle Regioni speciali è rimasto al margine, in questo processo; le varie riforme e ipotesi di riforma le citano come mere norme di salvaguardia”.
“La Sardegna – conclude - tuttavia, non ha avuto specifica soddisfazione alle sue esigenze ed è sempre penalizzata, ad esempio, dalla sua insularità, dalla mancanza di adeguate infrastrutture, dalle rilevanti servitù militari esistenti nell’Isola, dal conflitto con lo Stato sulle prerogative statutarie regionali”.(nm)
(admaioramedia.it)
|
|
|