25 giu. - ALLEVAMENTO, Piano per debellare peste suina

Le commissioni Agricoltura e Sanità hanno messo a punto un piano per debellare le “pesti suine”, dopo anni in preoccupante crisi. I limiti, i divieti imposti per la presenza, nelle campagne isolane, di focolai di peste hanno fatto diminuire drasticamente il numero degli allevamenti, dei capi allevati, ed oggi, in Sardegna, si produce poco più del trenta per cento di quello che si consuma, ricorda la Commissione. Le industrie di trasformazione non riescono a conquistare nuovi mercati, non possono esportare prodotti di elevata qualità per il divieto imposto dalle autorità sanitarie comunitarie.
Il primo obiettivo è quello di abolire l’allevamento “brado”, la causa prima del diffondersi del morbo e per convincere gli operatori del settore ad utilizzare “moderni, razionali e igienicamente più sicuri” sistemi d’allevamento.
“Una regione che ha grande fama in questo settore - ha ricordato l’assessore alla Sanità - deve riconquistare i mercati, deve essere in grado di vendere prodotti di grande qualità, con marchio tipico garantito e valorizzare produzioni che possono garantire lavoro e redditività”.
Il piano prevede norme innovative, indicazioni rigide e precise “imposte” dall’Unione Europea, per far debellare il problema entro tempi brevi.
All’attuazione del piano, secondo la Commissione devono essere “interessati” tutti: gli allevatori, le organizzazioni di categoria, i commercianti ed i trasformatori delle carni suine, ma anche i comuni, gli istituti di ricerca, le forze dell’ordine, le autorità sanitarie e, perché no, perfino le prefetture. Ma, innanzitutto, devono intervenire, massicciamente, i tutori della salute pubblica, le autorità politiche competenti.
Il successo hanno ribadito i consiglieri intervenuti nella discussione, sarà raggiunto solamente se tutti lavoreranno uniti, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli, senza contrasti e pericolose contrapposizioni.(nm)
(admaioramedia.it)