14 giu. - CREDITI, "Giuste richieste azionisti della Popolare"

“Le richieste degli azionisti dell’ex Banca Popolare di Sassari sono condivisibili, giuste e, se accolte, possono persino contribuire a migliorare il sistema creditizio isolano”. Così il consigliere regionale dello SDI-SU Maria Grazia Caligaris ha espresso la sua solidarietà ai rappresentanti dei sedicimila soci del vecchio istituto popolare di credito e del migliaio di detentori di titoli che attendono la decisione del Tribunale di Sassari ricordando "dodici anni una battaglia impari per far valere un principio: il rispetto di un impegno, sottoscritto dal Banco di Sardegna al momento dell’incorporazione dell’ex Popolare di Sassari e avallato dalla Regione che assentì all’operazione finanziaria purché fossero salvaguardati i diritti e gli interessi dei soci".
Caligaris ricorda l’ “utilità” dell’operazione": "Banca Sassari infatti potrebbe accrescere il suo ruolo nel sistema creditizio della Sardegna recuperando con la fiducia dei risparmiatori anche il contributo dei sedicimila detentori di quote azionarie dell’ex Popolare".
"So che la Giunta regionale – ha concluso la consigliere dello SDI, che sull’argomento ha presentato un’interrogazione all’assessore Francesco Pigliaru e al Presidente Renato Soru – sta esaminando in modo approfondito la situazione. L’auspicio è che si arrivi a una determinazione che non deluda le aspettative dei cittadini-risparmiatori. In occasione dell’incorporazione, il Banco di Sardegna assicurò un concambio di 17.800 lire per ciascuna quota azionaria. Era un prezzo inferiore anche allora a quello dell’acquisto delle azioni, stimate ognuna tra le 21 mila e le 27 mila lire, ma avrebbe comunque rappresentato un’opportunità per contenere la perdita. Quell’impegno non è stato mantenuto. Attualmente inoltre le azioni di risparmio dell’ex Popolare non possono essere collocate sul mercato, non danno dividendi e la Banca di Sassari non le accetta neppure a garanzia di affidamenti. Credo che sia difficile non condividere che si tratta di una beffa. Sono quindi certa che ci siano gli spazi per una mediazione non penalizzante per gli ex azionisti".(nm)
(admaioramedia.it)