4 giu. - REGIONE, Conti in rosso, iniziativa comune del Consiglio
I conti della Regione sono in rosso per l’inadempienza dello Stato. La Terza commissione ha incontrato il presidente Soru sul tema delle entrate.
“Senza una reale autonomia e certezza finanziaria, non si può avere una reale autonomia politica”: è quanto hanno affermato i consiglieri regionali presenti all’audizione, manifestando il consenso alle iniziative che il presidente Soru ha avviato.
”E’ necessaria una grande mobilitazione della società sarda”, hanno concordato il presidente della Regione e la commissione Programmazione economica, “per ottenere dal Governo quanto previsto dalla legge”.
La Regione, spiegano i commissari, utilizza una parte delle imposte e delle tasse, a vario titolo, pagate nel territorio regionale e stabilite dall’articolo 8 dello Statuto speciale- Somme che “potrebbero realmente garantire un diverso sviluppo, una ben più incisiva capacità di spesa, quindi di crescita sociale ed economica, anche alla Sardegna”.
“I debiti sono schizzati in alto - ha ricordato Soru - perché le entrate sono diminuite di circa seicento milioni di euro mentre le spese sono cresciute di almeno altri seicento milioni di euro, prevalentemente per l’aumento delle spese sanitarie alle quali la Regione fa fronte, con fondi propri, per almeno il trenta per cento”.
“Le spese sono cresciute anche di più - ha ricordato Giorgio Oppi, perché il fabbisogno attuale per il sistema sanitario è di almeno ottocento milioni di euro, duecento in più di quelli stimati. Un fabbisogno di millequattrocento milioni di euro, per il solo anno corrente, che non si può coprire con mutui o con altre entrate straordinarie; un disavanzo che impedisce qualunque nuova iniziativa per ridare slancio al sistema economico e produttivo”.
Obiettivo comune è la strada della “vivace contestazione, della vertenza con lo Stato” per ottenere il rispetto delle leggi in vigore e degli accordi presi nel ‘99 tra il presidente del Consiglio D’Alema ed il presidente della Giunta Palomba che avrebbero fruttato 3 miliardi e mezzo di euro in più. E’ stato anche avviato un tavolo tecnico per accertare quanto sia effettivamente “lo scaduto, il non trasferito”, sul cui recupero è in corso una attenta ed approfondita trattativa con il ministero competente.
Tutti, da maggioranza a opposizione, si son detti “pronti a fare, subito, la loro parte, per “difendere i sacrosanti diritti della Sardegna, dei sardi”. (nm)
(admaioramedia.it)
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