5 mag. - COMUNICAZIONE, 'Digitale uccide radio isolane'

“La sperimentazione del digitale terrestre rischia di mettere in ginocchio definitivamente il settore isolano della radiofonia”. Lo sostiene la consigliere regionale dello SDI-SU Maria Grazia Caligaris con riferimento alla “rivoluzione” che determinerà il passaggio dal sistema di trasmissione analogico a quello digitale. Le piccole emittenti radiofoniche che, nonostante le gravi difficoltà, sono riuscite finora a conservare le frequenze, dovranno ora affrontare – ha aggiunto Caligaris - considerevoli spese per entrare nel nuovo sistema senza sapere neppure quando effettivamente diverrà operativo. Molte non saranno in grado di sostenerle e soccomberanno alla rivoluzione. Per la Sardegna significa un impoverimento ulteriore del pluralismo culturale e informativo nonché la perdita di un patrimonio difficilmente recuperabile in un secondo momento. L’aspetto più delicato è che mentre le televisioni, ovviamente quelle coinvolte, potranno godere anche durante la fase sperimentale dei “vantaggi” del digitale, le radio non ricaveranno alcun beneficio. I consistenti investimenti serviranno soltanto per attrezzarsi in vista di un futuro peraltro ancora indefinito e sempre che la legge Gasparri, osteggiata fortemente dal centrosinistra, on venga nel frattempo modificata o abrogata. Si prefigura insomma una situazione pericolosa per la realtà della piccola imprenditoria radiofonica locale dove si registrano già effetti negativi. Non solo è improcrastinabile la Conferenza regionale dell’Informazione, ma credo sia indispensabile che il Presidente della Regione si faccia promotore – ha concluso la consigliere socialista - di un’iniziativa per salvaguardare il patrimonio sardo delle frequenze. Si potrebbero così evitare situazioni di precarietà e incertezza che non giovano al sistema delle micro-imprese editoriali.(nm)
(admaioramedia.it)