1 apr. – TEULADA, ‘Risarcire pescatori speronati da Marina’
“Nel silenzio della classe politica sarda si consuma l'ennesimo sopruso ai danni dei pescatori del Sulcis in lotta per il diritto al lavoro in sicurezza e alla bonifica del mare usato da 50 anni come teatro di guerre simulate, giocate con vero munizionamento da guerra”. Interviene così il Comitato gettiamo le basi sulla collisione in mare tra alcuni mezzi della Marina e due barche di pescatori durante la manifestazione contro le servitù militari del 9 marzo scorso.
“I danni subiti dalle due imbarcazioni speronate dalla Marina – scrive Mariella Cao del Comitato - nell'inqualificabile tentativo d'interferire e spezzare la manifestazione di protesta indetta dalle marinerie di Teulada e Sant'Anna Arresi. Abbiamo ascoltato il disagio e il costo altissimo che i due pescatori stanno pagando per essere costretti a lasciare agli ormeggi le imbarcazioni che costituiscono il loro strumento di lavoro e la fonte che permette il sostentamento delle famiglie. Non entriamo nel merito dell'atto intollerabile compiuto dalla Marina in totale dispregio del diritto democratico di protesta e in totale noncuranza dei diritti basilari alla sicurezza e all'incolumità. Ci limitiamo al costo economico, pertanto, invitiamo il ministero della Difesa a riconoscere le gravissime responsabilità della Marina e a provvedere al più presto a risarcire i danni materiali come impongono le regole di una corretta convivenza civile e come impone il codice del mare”. Il Comitato invita la classe politica sarda “a recepire e tutelare, perlomeno, il diritto dei pescatori gravemente danneggiati dall'azione della Marina al fine di ottenere il giusto risarcimento economico”. “Auspichiamo – conclude la Cao - che la classe politica recepisca le variegate implicazioni della lotta delle marinerie di Teulada e Sant'Anna, vada oltre le parole di solidarietà, individui e utilizzi tutti gli strumenti adeguati a dare concretezza alle rivendicazioni dei pescatori e del popolo sardo che chiedono di liberare e decontaminare il mare sottoposto a sequestro militare”. (nm)
(admaioramedia.it)
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