25 mar. – PASQUA, I pasticceri sardi produrranno dolci tipici
Oltre sessantamila quintali di uova e circa settantamila quintali di colombe ricoperte di glassa e mandorle renderanno la nostra Pasqua più dolce, per un giro di affari che in Italia movimenterà oltre 120 milioni di euro. In Sardegna saranno oltre milleseicento gli artigiani che, con i loro 3000 addetti, avranno il compito di portare sulle nostre tavole non solo i dolci tipici, come le casadinas, le pardulas, le pabassinas e i candelaus, ma anche i tradizionali pani pasquali come su coccoi pintau o su coccoi con s’ou che, preparati solo per le occasioni più importanti, sono il simbolo delle feste.
Confartigianato Imprese Sardegna raccomanda ai consumatori la massima attenzione alle etichette sui prodotti: il cioccolato puro, cioè il prodotto della tradizione artigiana, è realizzato esclusivamente con pasta di cacao (composta soltanto da burro di cacao e cacao in polvere), zucchero, latte in polvere e aromatizzanti naturali. Se nell’etichetta è indicato genericamente “cioccolato”, al posto del burro di cacao si può trovare un po' di tutto: grassi vegetali, grassi animali, tracce di noci, arachidi, glutine, aromi artificiali, additivi vari. Spesso la percentuale di zucchero è molto alta per far pesare di più il prodotto.
“Fornire ai consumatori una informazione corretta e consapevole sugli ingredienti usati nei prodotti che li contengono - afferma Confartigianato Imprese Sardegna – determina una scelta più consapevole e meditata da parte dei consumatori, e può essere l'occasione per portare sulle tavole pasquali la qualità dei prodotti “Made in Sardegna” e per difendersi dalle imitazioni autorizzate dall'UE”. (am)
(admaioramedia.it) |
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