22 mar. – ANZIANI, Sardegna in ritardo su riforma welfare
Quanto accade in provincia di Cagliari sui cosiddetti “ospizi”, meglio definiti centri di accoglienza per anziani è emblematico del forte ritardo con cui la Regione Sardegna affronta la complessiva riforma dei servizi di welfare. Lo sostiene Antonello Caria, Referente Regionale Welfare e Politiche sociali ACLI Sardegna.
La chiusura di intere strutture – prosegue in quanto non rispondenti ai vigenti criteri di accreditamento mostra che non vi sono chiare ed al meglio praticate procedure per l’autorizzazione e l’accreditamento degli spazi dedicati all’ospitalità degli anziani. Ora bisogna cambiare impostazione e nel merito è molto chiara la legge nazionale 328/2000 che istituisce il Sistema Integrato di Interventi e Servizi sociali, sistema che in Sardegna attende ancora una sua attuazione.
Secondo la riforma, per il referente dell’Acli, l’accreditamento, l’autorizzazione e la vigilanza spettano ai comuni sulla base di linee guida e principi generali stabiliti dalla Regione. “Molto spesso invece, questi si trovano nel disagio di garantire diritti fondamentali delle persone con carenza di risorse a disposizione e nel rispetto di defatiganti percorsi burocratici che non sempre hanno una conclusione definita. Gli investimenti diretti alla realizzazione di strutture per i servizi alla persona sono in larga misura inadeguati alla complessità del servizio, costringendo i comuni a ribassi d’asta senza limiti a tutto discapito della qualità e talvolta della stessa congruenza tra diritti dei lavoratori impiegati e loro retribuzioni”.
E’ opportuno – sostiene Caria - che investimenti nel campo dei servizi alla persona siano disposti in modo chiaro in tutte le linee programmatiche regionali, ed in particolare nell’impiego dei Fondi comunitari, e nella imminente programmazione dei PIT.
L’esponente delle Acli esprime “preoccupazione per quanto sta accadendo riguardo ai centri di accoglienza per anziani, evidenziando la necessità di garantire persone deboli nel loro complessivo equilibrio psico fisico, nella prospettiva di un definito miglioramento dei servizi presenti nei territori”. (nm)
(admaioramedia.it)
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