10 mar. - UDC, Nuova proposta per elezione consiglio regionale
Riduzione del numero dei consiglieri (da 80 a 60); elezione di secondo grado per presidente e vicepresidente, indicati dalle coalizioni; abolizione del listino e attribuzione del premio di maggioranza; subentro del vicepresidente in caso di dimissioni del presidente; nuove elezioni immediate in caso di sfiducia; mozione di sfiducia individuale nei confronti di un assessore: queste le linee fondamentali della proposta di legge presentata dall’Udc, nata, soprattutto, “per eliminare i difetti e i pericoli di questa legislatura”.
“La proposta di legge – hanno spiegato i presentatori – tende “a riequilibrare i rapporti fra presidenza del Consiglio e della Regione”, valorizzando “dignità e funzioni dell’assemblea”.
Esclusa la Sicilia, dicono i promotori, la Sardegna è la regione che ha l’assemblea più affollata, ancora di più se si tiene conto del numero degli abitanti. Ai 60 eletti in collegi provinciali col sistema proporzionale corretto, si aggiungono presidente e vice presidente della coalizione vincente e presidente della coalizione perdente. In tutto 63, numero che non è soggetto – come avviene attualmente – ad alcuna variabile. Il premio di maggioranza assegna 35 seggi a chi vince le elezioni (più presidente e vice) e 25 (più candidato alla presidenza) a chi soccombe. E’ previsto lo sbarramento del 3 per cento per singole liste e del 10 per cento per le coalizioni.
Questa legge – ha spiegato Nello Cappai – eliminerebbe “il caos dei ricorsi elettorali non prevedendo alcuna raccolta di firme per i partiti che utilizzino simboli riconosciuti a livello nazionale e che abbiamo almeno un consigliere uscente”.
I presentatori della proposta pongono vincoli precisi a chi guiderà la Regione attraverso la nomina di secondo grado, a nome bloccato “perché riteniamo inutile il voto disgiunto e comunque “vince – ha concluso Capelli – una coalizione politica e non un uomo solo”. (nm)
(admaioramedia.it)
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