14 ott. - CAGLIARI, «Subito politiche per il lavoro e lo sviluppo»
All'indomani della richiesta della società Kinetika sarda per la messa in cassa integrazione di 63 dipendenti delle tre cliniche private Polispecialistica Sant'Elena, Città di Quartu e San Salvatore, l'assessore al Lavoro della Provincia di Cagliari, Lorena Cordeddu manifesta preoccupazione per un quadro politico caratterizzato dalla mancanza di programmazione e attuazione di politiche del lavoro e di sviluppo. “Nell'incontro che si era svolto in Provincia lo scorso agosto – afferma Cordeddu - era emerso che i problemi della Kinetika sono legati alle perdite di bilancio derivanti dall'abolizione dei meccanismi di compensazione fra le strutture sanitarie convenzionate perché la Kinetika svolge la propria attività principalmente in regime di convenzione con il sistema sanitario nazionale. La Provincia aveva manifestato la disponibilità a percorsi di riconversione o riqualificazione del personale per evitare il licenziamento, strada che evidentemente non è stata seguita. La nostra isola – prosegue – continua a pagare il prezzo più alto della crisi poiché dalla rilevazione Istat sulle forze di lavoro del 2009 il tasso di disoccupazione regionale è quasi doppio rispetto alla media nazionale. A questo si aggiunge il dato sui lavoratori coinvolti nelle procedure per l’erogazione degli ammortizzatori sociali che, da gennaio al 31 agosto 2010, sono stati più di 7000. I dati diffusi nel mese scorso dalla Regione che indicano un saldo attivo di 28 mila unità sono fuorvianti perché vengano confrontati i dati congiunturali regionali, rilevati dal Sil Sardegna, con i dati elaborati dall’Istat. Si tratta di un sostanziale errore metodologico – precisa Cordeddu - in quanto si mettono a confronto due metodologie di rilevazione completamente differenti. La banca dati del SIL-Sardegna, infatti, alimentata dai Centri dei Servizi per il Lavoro Provinciali contiene i dati degli iscritti relativi agli avviamenti e alle cessazioni dei rapporti di lavoro. Nello specifico, la crescita occupazionale delle 28.000 unità, peraltro con oltre il 90% a tempo determinato, è riferita all’andamento stagionale del settore turistico che si registra ogni II secondo trimestre dell’anno, pertanto nel prossimo trimestre si registrano le relative cessazioni. Tali risultati – conclude Cordeddu - non possono essere attribuiti ad alcuna azione di politica attiva posta in essere dalla Giunta Regionale”. (mg) (admaioramedia.it) |
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