21 set. - INCHIESTA BLACK HOLE, Indagato anche Giorgio La Spisa
C’è anche Giorgio La Spisa, attuale assessore alla Programmazione della Regione Sardegna fra gli indagati dell’inchiesta della Guardia di Finanza Black Hole che ha portato all’accertamento di un danno erariale di 130 milioni di euro, erogati per la Nuova Mineraria Silius, nonostante dalla miniera non ci fosse più nulla da estrarre. Insieme a La Spisa indagato anche altri due ex assessori regionali: Andrea Pirastu e Concetta Rau. Insieme a loro sono indagati altri otto tra dirigenti regionali, amministratori e consulenti (Piero Fois, Luigi Fadda, Marilinda Casta, Antonio Uzzonato, Italo Bussa, Massimo Pusateri, Francesco Carta e Franco Martucci). Nel mirino della Procura di Cagliari la legittimità dell’erogazione di finanziamenti pubblici all’ente, che dal 1997 al 2007 gestì l’estrazione di fluorite dalla miniera del cagliaritano.
"Tutti gli atti amministrativi compiuti da me e da altri assessori di diverse appartenenze politiche - ha spiegato La Spisa - ritengo siano stati indirizzati a difendere l'esclusivo interesse pubblico. Le risorse trasferite alla mineraria Silius erano stanziate dal Consiglio regionale, sulla base di discussioni pubbliche, fatte alla luce del sole e ampiamente condivise dai rappresentanti politici e sindacali di tutto il territorio. Abbiamo agito sempre non appropriandoci delle risorse pubbliche ma compiendo atti amministrativi finalizzati a rilanciare le attività produttive e il lavoro. Sono disponibile a ricostruire la vicenda interessata dall'indagine essendo certo di aver agito sempre avendo presente la disperazione di tante famiglie che vivevano e vivono con il rischio della disoccupazione e di una crescente povertà". (mg) (admaioramedia.it) |
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