13 set. - CAGLIARI, La protesta dei pastori in Consiglio Regionale

Circa 300 pastori hanno manifestato a Cagliari davanti al Consiglio regionale della Sardegna, riunito per discutere della crisi del mondo agropastorale Da un lato gli aderenti di Coldiretti, Cia e Copagri, che già da venerdì presidiano la sede istituzionale, dall'altra il Movimento Pastori sardi che auspica l'approvazione di un ordine del giorno unitario per arrivare ad un risultato immediato per il sostegno al comparto agro-pastorale. Organizzazioni agricole che si presentano quindi divise e in polemica fra loro. "Siamo uniti con i pastori - afferma polemicamente Felice Floris, leader dell'Mps - a parlare con i pastori sono i pastori, mentre a parlare con i funzionari sono funzionari". Risposte all'assemblea sarda le chiede anche Marco Scalas, presidente regionale di Coldiretti. Per domani il Movimento Pastori Sardi ha indetto una manifestazione alla Fiera di Cagliari, mobilitando almeno 10 mila pastori che arriveranno in città con i cavalli. "Ci attendiamo che oggi si arrivi all'approvazione di almeno due punti essenziali per il comparto - ha spiegato Floris - l'eliminazione delle scorte non vendute e l'applicazione del de minimis per dare ristoro alle aziende se verranno approvati domani sarà una manifestazione tranquilla e festosa, se no sarà una protesta dura". "La crisi è troppo grave e complessa perché nessuno possa dirsi innocente – ha affermato in aula l'assessore regionale all'agricoltura, Andrea Prato - La responsabilità è di tutti, in parte anche dei pastori intossicati dai contributi che diluviavano. La politica italiana è così debole da essere incalzata dai forconi. Allora ben vengano le agitazioni di piazza per risvegliare le menti. Però sono ragionevolmente ottimista. E' ancora l'ultima occasione per salvare la pastorizia sarda". (mg) (admaioramedia.it)