9 set. - CAGLIARI, Ospedali Isili e Muravera, dibattito in Provincia
La chiusura dei reparti di ginecologia negli ospedali di Muravera e Isili è stata al centro dell'interrogazione che il capogruppo dei Rossomori, Antonio Atzori, ha rivolto nell'ultima seduta consiliare all'assessore alle Politiche sociali Angela Quaquero.
“Da mesi – ha detto Atzori – le popolazioni del Sarrabus-Gerrei e del Sarcidano-Barbagia di Seulo manifestano la loro contrarietà alla scelta di chiusura dei reparti di ginecologia nei due ospedali, prevista da un patto sottoscritto tra la Regione sarda e i distretti sanitari, il cosiddetto Patto sulla salute, che prevede il trasferimento dei ginecologi in pianta organica all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Da Agosto – ha proseguito - per decisione del direttore sanitario della Asl 8, le donne che si presentano al pronto soccorso del San Marcellino e di Isili devono essere trasferite d'urgenza a Cagliari per entrambi i presidi ospedalieri di ginecologia: è già successo che due donne trasferite con forte ritardo da Muravera a Cagliari hanno rischiato seriamente la propria vita”.
L'esponente dei Rossomori ha quindi chiesto alla giunta di promuovere iniziative, confrontandosi con i sindaci dei territori interessati, dove è forte la presenza turistica, per garantire il diritto alla salute delle donne, “di farsi promotrice di una rivisitazione del “patto sulla salute” tra Regione e distretti sanitari e di trovare soluzioni organizzative che garantiscono nei presidi ospedalieri in questione la presenza del ginecologo e, in mancanza di tale figura, l'introduzione della reperibilità per gli orari non previsti dal servizio ambulatoriale”.
“E' dal 2006 – ha risposto dai banchi della giunta la Quaquero - che nelle conferenze socio-sanitarie provinciali affrontiamo il problema, di cui si è occupato anche il consiglio provinciale con diversi ordini del giorno approvati all'unanimità, paventando il rischio di riduzione della capacità di intervento. La Asl ha sempre detto che, pur smantellando i punti nascita, avrebbe garantito gli interventi di urgenza sulla salute delle donne, compresa la ginecologia. Nei fatti, così non è stato .Ne parleremo nei Plus e, assieme ai sindaci del territorio – ha concluso la vice presidente della Provincia - valuteremo la possibilità di convocare una conferenza socio-sanitaria provinciale straordinaria per affrontare la questione”. (mg) (admaioramedia.it) |
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