1 giu. - REGIONE, Inchiesta eolico, Cappellacci: finito nel tritacarne mediatico

"Non ho nulla di cui vergognarmi. Sono stato esposto ad una gogna mediatica, io e la mia giunta fatti oggetto di accuse gravissime come quella che le delibere sulle energie rinnovabili siano frutto di un disegno criminoso, ma la mia azione è stata ed è indirizzata al bene comune ma dalla magistratura non ho ricevuto alcuna contestazione formale. Le accuse nei miei confronti le ho apprese dai media". Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, riferendo in Consiglio regionale sulle accuse di abuso d’ufficio e concorso in corruzione per le quali è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per l’eolico nell’isola.
"Mi presento a voi - ha detto rivolto ai consiglieri regionali -sereno e a testa alta. La mia giunta non ha concesso nessuna autorizzazione per nuovi impianti eolici e nessuna ne concederà in futuro, con eccezione per i casi di autoproduzione, fatto quest'ultimo che consente di dare risposte alle aziende energivore dell'Isola in particolare nel Sulcis-Iglesiente".
"Con la normativa dello scorso anno sono stati rimossi i vizi delle precedenti leggi regionali in materia - ha precisato il governatore - Ora è la Regione che deve rilasciare autorizzazioni per nuovi impianti, è stata in buona sostanza ripristinata la legalità. Con le norme del piano casa, inoltre, sono stati vietate le costruzioni di linee elettriche a 600 metri dalla battigia, rispondendo così alle forti preoccupazioni per gli impianti eolici off-shore".
"E' stata elevata una diga contro la speculazione - ha concluso Cappellacci - continueremo a lavorare con rigore, senza nessun condizionamento: le scelte sul futuro energetico dell'Isola saranno fatte in Consiglio Regionale". (mg) (admaioramedia.it)