17 mag. - CAGLIARI, 'Bollette pazze' di Equitalia a detenuto Buoncammino

Due bollette 'pazze' recapitate da Equitalia recapitate nel carcere di Buoncammino a Cagliari, ad un detenuto 64enne di Messina che finirà di scontare la sua pena fra otto anni. L'uomo, debitore di 227 euro per spese di giustizia per una vicenda risalente al 1997, dovrebbe pagare, secondo una bolletta, circa 3000 euro ad Equitalia e circa 2000 ad Equisardegna. La singolare vicenda è stata resa nota dall'associazione "Socialismo Diritti Riforme", presieduta da Maria Grazia Caligaris, ex consigliera regionale da anni in prima linea per i diritti dei detenuti. "Una situazione paradossale - ha spiegato Caligaris - e preoccupante per un cittadino che, privo di redditi, finita di scontare la pena, dovrà reinserirsi nella società".
"Il detenuto, D.C. 64 anni di Messina - ha raccontato l'ex consigliera regionale - che finirà di scontare la pena tra otto anni, ha presentato per due volte al Magistrato di sorveglianza istanza per la remissione del debito ma entrambe gli sono state respinte. Ora - precisa Caligaris - dinnanzi alla prospettiva che il debito, durante il periodo di detenzione, possa crescere a dismisura, per effetto degli interessi e della mora, ha presentato un’altra istanza sottolineando la mancanza di reddito e precisando di avere nel conto a Buoncammino circa 150 euro. E’ infatti preoccupato che il debito possa vanificare qualsiasi possibilità di reinserimento nella società una volta scontata la pena e potendo contare solo su una modesta pensione peraltro non ancora riconosciutagli. E’ opportuno - conclude la presidente di SDR - che, mentre la magistratura accerti le effettive possibilità economiche di D.C., che Equitalia verifichi l’errore e allontani lo spettro delle "ganasce" da una persona, che pagato il conto la giustizia, ha la volontà di rifarsi una vita". (mg) (admaioramedia.it)