19 gen. – REGIONE, «Prendere atto che in Sardegna l’industria è finita»

È proseguito il dibattito in Consiglio regionale sulla crisi dell’industria in Sardegna, con l’intervento dell’on. Claudia Zuncheddu (La sinistra sarda- comunisti - Rossomori). «La Regione – ha detto - deve prendere atto che in Sardegna l’industria è finita. Lo Stato italiano deve assumersi le sue responsabilità, deve quantificare i danni derivanti dall’industria e deve investire in Sardegna per ripristinare i gravi danni ambientali. Con la bonifica ambientale si garantirebbero migliaia di posti di lavoro per decenni».
L’on. Giacomo Sanna (Psd’az) ha sottolineato il momento particolarmente difficile che sta attraverso la Sardegna. «Quando le regole si stabiliscono a Bruxelles – ha detto - la nostra debolezza emerge perché la Sardegna non è in condizione di affrontare, in maniera paritaria, un mercato come quello europeo».
L’on. Adriano Salis (Idv) ha detto che «le due mozioni all’esame del Consiglio sono la fotografia reale della pesantissima crisi che attanaglia la Sardegna. Queste mozioni sono una battaglia per la difesa dell’assetto industriale della Sardegna anche se molti di noi - ha aggiunto - sono convinti che l’avventura dell’industria pesante nell’isola debba essere avviata a conclusione».
Per l’on. Uras «non basta più sedersi attorno a un tavolo e, pur nella differenza di ruoli, rendersi disponibile a un sostegno di tipo solidaristico affianco ai lavoratori. Non serve più. Non produce effetti e le cose continuano a peggiorare. Noi dobbiamo fare un passo in avanti. Non dobbiamo fare un’opposizione di tipo ostruzionistico ma un’opposizione di governo, ma per fare questo dobbiamo partecipare al governo di questa crisi». Uras è stato molto critico nei confronti del governo centrale, «la cui attenzione – ha detto – è stata pari a zero». (cp) (admaioramedia.it)