22 dic. – RANDAGISMO, 1milione di euro per arginare il fenomeno

Un milione di euro è la cifra stanziata dalla Giunta regionale - su proposta dell’Assessore regionale della Sanità e dell’Assistenza sociale, Antonello Liori – per il “Programma annuale regionale di prevenzione del randagismo". Prevede il controllo delle nascite attraverso l’incremento delle sterilizzazioni (almeno 5.000 in un anno) dei cani randagi e di quelli di proprietà in situazioni di elevato rischio di abbandono di cucciolate indesiderate, o che vivono in luoghi non confinati e privi di stretto controllo padronale; l’aggiornamento e potenziamento dell’anagrafe canina e lo sviluppo delle azioni di monitoraggio da parte delle Asl; la promozione del possesso responsabile dei cani e l’adozione, anche a distanza, di quelli ricoverati nei canili; l’adeguamento e l’incremento dei canili comunali; la promozione di soluzioni alternative, quali i cani di quartiere o di paese, con la previsione di forme di sostegno ai Comuni.
Il Servizio sanitario regionale è dotato di una banca dati anagrafica canina di tipo informatico - accessibile attraverso il portale “Sardegna salute” (www.sardegnasalute.it) - che, alimentata dai servizi veterinari pubblici e dai liberi professionisti autorizzati, consente di risalire al proprietario di un cane catturato, se registrato come obbliga la normativa.
“I Comuni, le unioni di Comuni e le associazioni, purché regolarmente iscritte nel registro regionale del volontariato - ha spiegato l’Assessore Liori - potranno presentare i propri progetti, ovviamente coerenti con gli obiettivi e le azioni previste dal provvedimento della Giunta, che ha l’obiettivo di contrastare la diffusione delle malattie che si trasmettono dagli animali all'uomo, i danni al patrimonio zootecnico e dell’ecosistema, nonché gli episodi di aggressione alle persone”.
Soddisfazione per l'iniziativa ha manifestato Simona De Francisci, consigliere regionale del Pdl: «L’intervento, oltre che urgente, appare soprattutto doveroso per combattere i numerosi branchi che dalle campagne si spostano verso i centri abitati creando pericoli per l’incolumità dei cittadini, ma in questo programma regionale non sembra previsto alcun intervento verso i gatti i quali, per il solo fatto che si riuniscono in colonie, spesso accuditi dalle “gattare”, non sono considerati randagi e per questo non vengono inseriti nei programmi di sterilizzazione che, invece, appare doverosa anche per loro».
«La sterilizzazione di cani e gatti è un indispensabile servizio per la lotta al randagismo - conclude - ma per un più efficace intervento, occorre sviluppare meglio il rapporto con le associazioni di volontariato e promuovere, accanto all’educazione ambientale, anche la diffusione della cultura dei diritti degli animali, soprattutto quelli di affezione». (cp) (admaioramedia.it)