12 dic. – CAGLIARI, Con l’astuzia poliziotto arresta pregiudicato

Intorno alla mezzanotte è giunta al Centro Operativo della Questura di Cagliari, una segnalazione che riferiva di una vettura in fiamme in via Santa Maria Chiara a Pirri.
L’auto, un taxi, hanno raccontato alcuni testimoni agli Agenti giunti sul posto, era stata dato alle fiamme poco prima da due giovani, poi precipitosamente fuggiti a bordo di uno scooter “scarabeo” nero. Una seconda Volante, in prossimità di via Peretti, zona Is Mirrionis, udita la segnalazione ha incrociato proprio un motorino “Scarabeo” e riconosciuto subito il conducente, Alberto Lucchesi, pregiudicato per furto.
Una rapida inversione di marcia e l’equipaggio si è impegnato nell’inseguimento dei due che, per sfuggire alla cattura, hanno imboccato dapprima la via Giotto, transitando più volte sui marciapiedi, per poi raggiungere un punto inaccessibile alle auto in una stradina che collega la via Monferrato con il cimitero di San Michele. Qui i due fuggitivi, abbandonato il motorino, sono fuggiti a piedi separandosi. La Volante ha arrestato a sua volta la corsa ed uno degli operatori ha proseguito a piedi recuperando il motorino abbandonato. L’Agente ha si è messo alla guida del ciclomotore e ha iniziato a percorrere a bassa velocità la zona circostante, completamente buia perché priva di illuminazione. Mentre transitava sullo sterrato, costellato di numerosi e folti cespugli, gli è giunta alle orecchie una voce flebile ma decisa: «Oh! Stefano!».
L’Agente della Volante ha ottenuto quello che sperava. Uno degli incendiari lo ha scambiato per il complice chiedendogli di fermarsi a recuperarlo. Senza scomporsi, l’Agente ha fermato il ciclomotore e rivolto al punto dal quale proveniva la voce, a sua volta ha risposto in sardo: «Oh! Dai! Movidindi!» (Oh! Dai! Sbrigati!). Subito il cespuglio si è animato ed un individuo è uscito allo scoperto dirigendosi verso il motorino. La sorpresa è stata immediata, ed amara! L’Agente si è qualificato ed ha immobilizzato prontamente l’incendiario. Era proprio Alberto Lucchesi, già arrestato il 6 dicembre scorso per il furto di una Smart. L’uomo aveva le mani ancora odoranti di benzina ed il suo casco è stato ritrovato poco distante dal nascondiglio assieme ad una cuffia che, secondo i testimoni, indossava al momento della fuga.
Il suo complice si è reso irreperibile anche se ora si sa che il suo nome di battesimo è “Stefano”. Ironia della sorte: lo stesso nome del brillante Agente che lo ha arrestato. (cp) (admaioramedia.it)