19 giu. - REGIONE, Pd: Giunta immobile di fronte alla crisi economica

"La Giunta Cappellacci si sta segnalando per un totale immobilismo, manca un programma di governo, si assiste a una totale assenza di strategia e di idee".
E' lapidario il giudizio del Partito Democratico sui primi 100 giorni dell'esecutivo regionale sardo. A tracciare il bilancio, nel corso di una conferenza stampa, Mario Bruno, capogruppo del principale partito di opposizione in consiglio regionale, ha posto l'accento sulle tante promesse mancate: "Da quelle per il G8 - ha precisato Bruno - alla Sassari-Olbia, alle opere portuali a Olbia, alla vertenza sulla chimica, al problema delle scuola che sta perdendo migliaia di posti di lavoro a seguito del decreto del Governo".
E' stata illustrata una mozione che nel chiedere un approfondito dibattito in Consiglio su questo tema, impegna la Giunta: "a chiedere al Governo e all'Eni di far assumere ai siti industriali di Porto Torres e Assemini valenza nazionale nel processo di ottimizzazione anche alla luce delle determinazioni che sta assumendo la Regione Veneto", ad "un confronto col Governo nazionale al fine di ottenere certezze sull'abbattimento dei costi delle tariffe elettriche per le industrie energivore, in linea con la media dei costi europei", a "negoziare, attraverso la leva fiscale, l'equiparazione del costo della caloria prodotta con combustibili diversi dal metano", ad "inserire nel collegato alla finanziaria risorse sufficienti per i dare risposta ai 5000 lavoratori privi di ammortizzatori sociali", a dare attuazione al piano energetico regionale, recuperare risorse da destinare alla bonifica delle aree industriali, inserire nel 'collegato' risorse per la stabilizzazione dei lavoratori precari".
Il consigliere regionale, Giampaolo Diana, primo firmatario della mozione, ha illustrato con i dati la drammaticità della situazione. "L'industria - ha ricordato - rappresenta meno del 13 per cento del contributo di valore aggiunto rispetto alla media nazionale (25%) e del Mezzogiorno (16%)". Gli addetti del settore industriale sono di poco superiori al 10 per cento contro una media nazionale di oltre il 22 per cento". Cala, ha ricordato ancora Diana, il livello di fiducia delle imprese sarde, sceso del 6%; la cassa integrazione interessa 4000 lavoratori e 350, con un incremento in un anno del 500%. "I sardi occupati sono 600 mila di cui 430 mila dipendenti e ben 100 mila con contratti atipici", e più bassi i redditi da lavoro dipendnete nella misura del 18% sulla media nazionale. "Questa situazione - ha ricordato Diana- costringe 400 mila persone (il 22% delle famiglie) a vivere sotto la soglia di povertà relativa". (mg) (admaioramedia.it)