2 mag. - AGRICOLTURA, Allarme per la tignola del pomodoro

Quarant’anni fa, era già conosciuta nell’America latina, soprattutto in Perù, Cile e Argentina. In Sardegna è arrivata la scorsa estate, probabilmente attraverso importazioni senza controllo alle frontiere di prodotti arrivati dal nord Africa. Così la tignola del pomodoro sta devastando le coltivazioni in serra ed in campo aperto in tutta l’isola. Il bruco killer sta attaccando le coltivazioni con danni enormi per l’economia agricola locale. Tutti gli studi e gli esperimenti effettuati per debellarlo, sono stati finora inutili. Il nuovo, terribile nemico dei campi, è la “Tuta absoluta”, nota appunto come tignola del pomodoro. Un flagello. I coltivatori hanno già lanciato l’allarme, si sentono soli in questa lotta. Sono stati portati avanti alcuni esperimenti in serra, anche attraverso trappole luminose. E’ stato utilizzato pure lo zolfo fumante ma i risultati sono stati davvero deludenti. Tanto che in molti hanno già estirpato intere coltivazioni, diventate ormai inutili. La superficie coltivata a pomodoro in Sardegna è di circa 500 ettari. Uta, Capoterra, Pula e Decimoputzu sono le località che vantano le maggiori estensioni sia in serra che in campo aperto. “Ci aspettiamo una maggiore attenzione, continua Meli: c’è in gioco anche la peculiarità di quelle caratteristiche che fanno del nostro pomodoro in prodotto qualitativamente davvero unico e per questo, da sempre molto richiesto. Il problema è serio. Il futuro davvero incerto”. (ls) (admaioramedia.it)