26 mar. - REGIONE, Cossa (Rif.) e Cucca (Pd) eletti vicepresidenti Consiglio
Michele Cossa (Riformatori sardi) e Giuseppe Cucca (Pd) sono i due vicepresidenti del Consiglio Regionale della Sardegna. Ma l'esponente di maggioranza ottiene meno voti del collega di minoranza, 33 contro 36. Tre consiglieri assenti e un astenuto (il presidente, di prammatica) non riequilibrano i conti. Le schede bianche sono sei, una è nulla.
Per gli addetti ai lavori si è trattato di un voto a sorpresa in cui ha pesato l'azione dei 'franchi tiratori' all'interno del centro-destra.
Intanto, in apertura di seduta, la presidente Lombardo ha letto il discorso d'insediamento, un'ampia panoramica sulla crisi economica dell'isola, che colpisce le fasce più deboli, ma rischia di estendersi anche al ceto medio, e le prospettive di una legislatura chiamata a dare risposte strutturali ed immediata, queste ultime per tamponare le emergenze, prima fra tutte quella della disoccupazione, con particolare riguardo ai giovani disoccupati.
"La nomina di una donna a capo dell'Assemblea sarda costituisce un passo decisivo verso la democrazia paritaria in seno alle istituzioni - ha spiegato Claudia Lombardo - Con forte ritardo la Sardegna deve riproporre il proprio ruolo nel panorama italiano ed europeo in una fase di difficoltà, ma anche di passaggi cruciali, dal federalismo fiscale, nel tentativo di colmare il gap con altre regioni, al definitivo riconoscimento dell'insularità e della conseguente continuità territoriale, alla 'questione sarda', che richiede un impegno straordinario del governo e la consapevolezza di tutti i sardi. Il richiamo a battaglie unitarie è forte, soprattutto ora che si dovrà riscrivere lo Statuto, per rafforzare un'autonomia quale forma di approfondimento della democrazia".
"La riforma dello Statuto - ha concluso la presidente del Consiglio - richiama l'idea di una Costituente alla quale, direttamente o meno, partecipi tutto il popolo sardo: i temi che devono caratterizzare questo impegno costituzionale sono noti e disegnano una nuova Regione, le cui ambizioni non possono essere né modeste, né compromesse da divisioni". Il discorso è stato applaudito da maggioranza e opposizione. (mg) (admaioramedia.it)
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